Archive for 'Libera Informazione'

Gli ultimi saranno gli ultimi

Posted on December 25, 2009, under Libera Informazione, Luka.

Natale 2009, vi scrivo dall’Italia! Finalmente dopo 8 mesi sono tornato per trascorrere queste feste con la mia famiglia. In questi giorni il mio pensiero è rivolto ai terremotati aquilani, che trascorrono il loro primo natale sotto le tende. Dopo 8 mesi non è stata ancora trovata una sistemazione per tutti, e c’è gente che è costretta ad affrontare il duro inverno aquilano in tenda. Una follia.

Vi lascio con un video che deve far riflettere. A questa gente sono state fatte delle promesse ed aspettano dignitosamente, in silenzio, da 8 mesi, che qualcuno le mantenga. Oggi la politica mi fa sempre più schifo…

Il mio NO B DAY

Posted on December 9, 2009, under Karicola, Libera Informazione.

Il 5 dicembre 2009 si è svolto a Roma il No Berlusconi Day, manifestazione nazionale (e INTERnazionale) per chidere le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Le televisioni hanno detto pochissimo al riguardo sia prima che dopo l’evento. Solo Raynews24 si è dedicata alla manifestazione trasmettendola in diretta. Il giorno dopo sono state date diverse versioni riguardo al numero dei partecipanti all’evento, sopratutto in ‘risposta’ alla dichiarazione data da Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori, dal palco di Piazza San Giovanni secondo cui c’erano “più di un milione” di persone. E’ stato infatti detto dalla questura che i numeri non superavano le 90mila persone. IO C’ERO e vi racconto com’è andata. Ve lo racconto in maniera un pò insolita.

Caro Presidente del Consiglio,

dato che la manifestazione che si è tenuta a Roma il 5 dicembre (in un certo senso) La riguardava, mi sono chiesta come mai nessuno si fosse rivolto a Lei in prima persona per raccontargliela. Beh, per questo motivo ho pensato di farlo IO.  Sono andata a Roma appositamente per partecipare alla manifestazione e per chiedere insieme ad altri Italiani le Sue dimissioni. In parte italiani che votano la sua opposizione e in parte italiani che votavano il suo partito e Lei, ma che oggi non si riconoscono più nel Suo Governo.

Ci siamo riuniti in Piazza della Repubblica per iniziare un corteo che ci avrebbe dovuto portare fino a Piazza San Giovanni. Per la quantità di persone GIA’ presenti nella piazza di destinazione è stato impossibile partire per le 14, come stabilito. Infatti le voci che giungevano ai presenti in Piazza della Repubblica parlavano di una Piazza San Giovanni già stracolma e quindi per questo non avvicinabile in maniera immediata. Ciò mi porta a riflettere alla luce delle dichiarazioni di questi giorni della questura, comunque andiamo avanti. Il corteo è iniziato con leggero ritardo, ma non Si preoccupi, perchè tutto si è svolto come avevano previsto gli organizzatori e coloro che hanno aderito (anche volti noti) alla manifestazione: striscioni colorati di viola (colore simbolo della giornata) e maschere con il Suo volto hanno riempito le macchinette dei fotografi che hanno immortalato la passeggiata del corteo e i video delle poche televisioni che hanno potuto poi trasmettere le immagini dell’evento. Cori e musica ci hanno accompagnato per le vie di Roma piene di persone che manifestavano la voglia di dissociarsi da Lei e la sua Équipe di buffoni professionisti.

Questo La deve far riflettere. Una signora si è addirittura affacciata al balcone che dava direttamente sul fiume di persone che camminavano nel corteo esponendo la pagina del giornale Il Fatto Quotidiano che quel giorno riportava la frase “Adesso Basta! La legge è uguale per tutti!” Anche questo La deve far riflettere.

Io e il mio gruppo di amici abbiamo camminato a volte NEL corte e a volte sorpassando le file di persone che ad ogni incrocio si univano a noi perchè volevamo arrivare presto in Piazza San Giovanni. Ma la quantità di gente che ho visto quel giorno non l’ho MAI vista in vita mia.

Arrivati in Piazza San Giovanni abbiamo sentito l’intervento di Salvatore Borsellino, Dario Fo, Franca Rame, Fiorella Mannoia e altri ospiti tra cui alcuni lavoratori con problemi che il Suo Governo non risolve perchè siete tutti impegnatissimi a far credere agli italiani che c’è qualcosa di più urgente sul piatto delle riforme da fare, più importante dei lavoratori e delle persone che La “dovrebbero” poi votare. Immediatamente prima del concerto di Roberto Vecchioni è intervenuto Gianfranco Mascia che, come dicevo all’inizio, è stato uno degli organizzatori del No B Day e che la sera prima era stato ospite di Otto e Mezzo, il programma di La7. Mascia ha detto, in un momento di entusiasmo :”Siamo più di un milione!” e si è concluso il NoBday-parlato per dar il via al NobDay-cantato, con Vecchioni.

La frase di Mascia sembrava messa su piatto d’argento per tutti coloro che non aspettavano altro che la “smentita”. Infatti una volta tornati ai pullman per rientrare a Pescara si è sparsa la voce di ciò che aveva detto la questura riguardo al numero dei partecipanti , e cioè che ”non potevano essere più di 90mila”. Questa dichiarazione ha infervorato le radio e le televisioni e ha fatto ridere chi c’è davvero stato.  Ma nessuno ha sottolineato una cosa che ci tengo a mettere in risalto io per chiarire la faccenda: parlando di un milione di persone, gli organizzatori, hanno sicuramente voluto far vedere che un milione di persone si è mosso per fare parte della manifestazione e quindi sfilare con il corteo e poi arrivare in Piazza, ma NON che NELLA Piazza c’erano un miolione di persone.  Anche sul sito IL BARBIERE DELLA SERA l’ autore dell’articolo, Red, si cimenta nel calcolo della capienza massima di Piazza San Giovanni e, dopo aver aperto l’articolo così: “Ma quanto è grande piazza San Giovanni? E soprattutto: quante persone c’entrano? Sabato 2 dicembre, alla manifestazione “Contro il regime, per la libertà” (bum!) di Silvio Berlusconi, gli organizzatori hanno sparato più in alto possibile: “Ci sono almeno due milioni di persone”, ha annunciato con la solita faccia imperturbabile il Cavaliere. “Forse due milioni e duecentomila”, ha ipotizzato quasi subito dopo Emilio Fede sul Tg4.” , dice che “se in un metro quadro possono stare in piedi al massimo due persone, la capienza totale (+ il 10%) di piazza San Giovanni è: 207.900 persone. Vogliamo mettercene tre di persone per ogni metro quadro? Dubito sia possibile, ma facciamolo. Bene, arriviamo al massimo a 311.850

Con questo cocludo invitandoLa a dimetterSi e ad ammettere che magari non vale più la pena di difenderSi solo dicendo “La maggioranza degli Italiani mi ha votato” perchè in quest’ultimo anno ha fatto  tante di quelle boiate tutte in una volta che Si è bruciato anche quella maggioranza un po’ indecisa che aveva. Spero che ci faccia un bel regalo di Natale e che sotto l’albero ci faccia trovare un mucchio di foglietti  firmati da Lei in cui annuncia che ha deciso di gettare la spugna perchè si è reso conto che ormai Lei non ha più senso.

Saluti e Buona Riflessione Natalizia.

karicola

Ah, ecco qui sotto alcune foto che io e Fabriziopluc abbiamo fatto e i filmati girati di nostro pugno il 5 dicembre 2009.

Si informi chi può!

Posted on December 2, 2009, under Karicola, Libera Informazione.

La sera del 27 novembre al cinema Sant’Andrea di Pescara sono stati ospiti di un dibattito il vignettista Vauro e il giornalista Giulietto Chiesa.(Che vedete nelle foto qui sotto)

Io ho seguito l’evento e devo dire che tutto ciò che è stato detto durante la serata potrebbe essere utile all’Italia di oggi. Cercherò di riassumere i temi principali trattati e di spiegare ciò che è uscito fuori dal dibattito e dal botta e risposta ospiti-pubblico.

Principalmente il discorso si è incentrato sul ruolo dell’informazione mediatica e sulle conseguenze e l’impatto delle azioni dell’uomo sull’ambiente e la società. Infatti la serata era intitolata …Si informi chi può! Giulietto Chiesa e Vauro hanno sottolineato come oggi la ‘pappa’ che ci propina la televisione abbia sostituito l’ INFORMAZIONE, quella vera. La TV è diventata “contenitore di contenuti ‘pagliativi’ ” che ci intrattengono e basta. Ciò rientra appieno nel discorso legato al concetto di ANOMALIA ITALIANA. Bisogna, infatti, diventare consumatori più attenti (perché quando accendiamo la televisione siamo prima di tutto consumatori).Oggi siamo abituati,invece, all’informazione che viene proposta sugli schermi e che ci ha ridotto la curiosità al minimo e di conseguenza anche il senso della critica. Questo accade perché in Italia milioni di persone non leggono più libri, giornali, ecc… ma si affidano quasi esclusivamente alla TV. E pensare che in Argentina nel mese di ottobre l’informazione è diventata veramente PUBBLICA e quindi LIBERA grazie ad una LEGGE . Dovremmo prendere esempio da altri per azzeccarci qualcosa!

Se l’informazione italiana fosse vera ci sarebbero anche più conoscenze relative allo sviluppo e quindi anche legate a temi importanti come il CLIMA e l’ambiente. C’è infatti l’idea che lo sviluppo sia infinito. Questa è un’idea errata che ogni giorno riceviamo dalla televisione che ci parla delle risorse che ha il pianeta e di cui l’uomo usufruisce. Ebbene, se la terra è FINITA anche lo sviluppo a lei legato è FINITO (nel senso che finisce) perché petrolio, carbone ecc… prima o poi si esauriranno! Purtroppo, però, oggi non è questo il concetto che emerge dai media perché ogni giorno sentiamo notizie relative a crescita del PIL, a centrali nucleari che dovranno essere costruite, a armi atomiche, ecc… senza pensare che la vera chiave per la risoluzione di pochi semplici quesiti starebbe nella lettura critica dei media e del linguaggio televisivo. Nonostante tutti i mezzi che abbiamo per comunicare,  se non sviluppiamo la CRITICA non avremo mai la VERA conoscenza e la vera IN-formazione, che è ben diversa dalla FORMAZIONE che invece ci rende A-critici e semplici soldatini che stanno buoni con una carotina. Per fare un esempio più concreto: se la tv propone il modello del binomio velina-calciatore la gente è portata a pensare che quella sia la realtà giusta e da conseguire o se viene mostrato che basta avere la conoscenza giusta “per arrivare”, la gente crederà che sia facile raggiungere i proprio obiettivi solo avendo le giuste conoscenze. Ma non si farà altre domande e non penserà che magari servono le proprie forze per raggiungere degli obiettivi e che le cose si guadagnano anche senza sculettare in televisione. (scusate in francesismo) Ma se il senso critico non viene alimentato spegnendo la televisione e sfogliando libri o navigando su internet, è difficile che l’Italia si svegli dal torpore televisivo perché (ahimè) la TV è ancora oggi il mezzo più immediato e diretto attraverso cui circolano idee e contenuti. Soprattutto perché il paese è dominato da una forte componente anziana (numericamente parlando) che è abituata a “vedere e sentire” più che a leggere o navigare.

È per questo che l’informazione deve essere al CENTRO anche della BATTAGLIA POLITICA! Invece sentiamo cose come “Bersani non sarà alla manifestazione del 5 dicembre 2009 organizzata a seguito di un passaparola sul web per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi ” (il NO BERLUSCONI DAY) Ma PERCHE’?!? (si chiederanno milioni di elettori) e la risposta che si è dato Giulietto Chiesa è stata: <<Per dividere intenzionalmente il movimento!>> …A questo punto viene spontaneo chiedersi dove sia l’opposizione! E Chiesa risponde: “Non fa altro che legittimare un farabutto e tutto questo perché anche l’opposizione è ricattabile!”. Esempio ne  è l’esponente del PD Luciano Violante secondo cui, appoggiando la posizione del Governo al riguardo, la Magistratura ha “troppo potere”…(poveri noi!). Purtroppo serve [e non c’è ancora] un’ ALTERNATIVA, un’idea nuova che si opponga allo strapotere del PADRONE, di cui l’attuale ‘opposizione’ non ha fatto altro che accettare le regole.

La serata è finita con l’augurio e la proposta di un signore che dal pubblico ha avanzato l’idea di tornare a trovarci tutti a distanza di un mese per fare un’assemblea e parlare di ciò che dovrebbe essere fatto e che l’opposizione non fa, perché solo l’unione di idee “vergini” può creare l’alternativa. È per questo che la manifestazione del 5 dicembre ha importanza e deve diventare un esempio: molti italiani non si sentono rappresentati dal governo di Silvio Berlusconi e i suoi pazzi amici della Lega o da un’opposizione latitante e tiepida. Vorrei concludere l’intervento con una domanda retorica ispirata ai fatti del giorno: Ma ci rendiamo conto che in Italia allo stato attuale l’unica opposizione è costituita da Di Pietro con la sua IDV e da Gianfranco Fini?!? E’ il colmo!

….Presidente se tu sbagli noi -TUTTI- te lo diciamo! Che problema c’è?!

by karicola

(video by fabriziopluc & karicola)

Una storia italiana

Posted on November 28, 2009, under Libera Informazione, Luka.

una storia italiana
Vorrei aprire questo post riportando una dichiarazione:

Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento. I magistrati si attengano alle loro funzioni.

No, non è stata fatta dal solito Berlusconi, bensì dal capo dello stato Napolitano. A lui rivolgo due semplici domande: un presidente del consiglio sotto inchiesta per rapporti con la mafia è comunque un presidente legittimato a governare, o forse sarebbe il caso che si dimettesse? Ed ancora, qual è la funzione della magistratura se non quella di indagare e scoprire la verità su una delle pagine più cupe della storia del nostro paese?

Domande legittime che tutti i cittadini ai quali ancora importa qualcosa della giustizia dovrebbero rivolgergli. Un ex presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro,  ha fatto invece quest’altra dichiarazione:

…questa insofferenza per la magistratura, è come quando un cittadino vedendo il pennacchio del carabiniere si sente venire l’orticaria. Non è colpa del pennacchio, certamente.

Ad ogni modo, due sono le cose, o il presidente Napolitano si è completamente rincoglionito (ed alla sua età è molto probabile) o fa il gioco di Mr B. Ma vediamo che succede…

Questi sono giorni di grande tensione per Mr. B e la sua combriccola di delinquentelli di  governo. Vecchi scheletri premono per uscire dall’armadio. Il pentito Gaspare Spatuzza punta il dito contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri quali mandanti occulti delle stragi di mafia dei primi anni 90. La famiglia di Brancaccio (i fratelli Graviano) ha deciso di aggredire pubblicamente coloro i quali, secondo loro, non hanno mantenuto gli impegni presi. Nel loro mirino anche il presidente del Senato Schifani, oggetto di minacce di morte.

Ma quali erano gli impegni presi? La mafia allora cercava nuovi referenti politici, dopo che Psi e Dc erano state spazzate via da tangentopoli, e per far scendere a patti lo stato diede vita alla stagione stragista, prima con gli attentati a Palermo contro i giudici Falcone e Borsellino, poi contro obiettivi del patrimonio artistico, a Roma, Firenze e Milano. Cercavano qualcuno che avrebbe rimesso le cose a posto: i piccioli, il denaro, al sicuro; i «carcerati» o fuori o dentro, ma in condizioni di tenere il filo del loro business; mediocri e distratte politiche della sicurezza; lavoro giudiziario indebolito per legge.

Racconta Gaspare Spatuzza: “Giuseppe Graviano mi ha detto che tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo; le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di quello di Canale 5; poi mi dice che c´è anche un paesano nostro e mi fa il nome di Dell’Utri (…) Giuseppe Graviano afferma: ormai “abbiamo il Paese nelle mani”».

Pietro Romeo, interrogatorio del 30 settembre 2009: «… In quel momento stavamo parlando di armi e di altri argomenti seri. [Fu chiesto a Spatuzza] se il politico dietro le stragi fosse Andreotti o Berlusconi. Spatuzza rispose: Berlusconi. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di far togliere il 41 bis. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo [soltanto degli] esecutori».
Salvatore Grigoli, interrogatorio 5 novembre 2009: «Dalle informazioni datemi (…), le stragi erano fatte per costringere lo Stato a scendere a patti (…) Dell’Utri è il nome da me conosciuto (?), quale contatto politico dei Graviano (…) Quello di Dell’Utri, per me, in quel momento era un nome conosciuto ma neppure particolarmente importante. Quel che è certo è [che me ne parlarono] come [del nostro] contatto politico».

Ecco perché ha paura Berlusconi. Quegli uomini della mafia non conoscono soltanto “la verità” delle stragi (che sarà molto arduo rappresentare in un racconto processuale ben motivato), ma soprattutto le origini oscure della sua avventura imprenditoriale, già emerse e documentate dal processo di primo grado contro Marcello Dell´Utri (condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Di denaro, di piccioli minacciano allora di parlare i Graviano e gli uomini della famiglia di Brancaccio. Dice Spatuzza: “I Graviano sono ricchissimi e il loro patrimonio non è stato intaccato di un centesimo. Hanno investito al Nord e in Sardegna e solo così mi spiego perché durante la latitanza sono stati a Milano e non a Brancaccio. È anomalo, anomalissimo”. Se a Milano ? dice il testimone ? Filippo e Giuseppe si sentivano più protetti che nella loro borgata di Palermo vuol dire che chi li proteggeva a Milano era più potente e affidabile della famiglia.(*)

Tutto questo avviene in un clima surreale, con Berlusconi che ieri parlava di guerra civile. Insomma tutti parlano meno i giornali (tranne i soliti Repubblica e L’Unità), che questa mattina di tutto si occupavano meno che delle dichiarazioni dei pentiti. Riporto le prime pagine dei maggiori quotidiani online:

  • Corriere: primo titolo per Dubai che fa crollare le borse, poi Berlusconi:<<Vogliono farmi cadere>> Nuovi giudici per il processo Mills.
  • Il Giornale: Sesso e filmati, ricatti alla Mussolini. Mills processo al premier con nuovi giudici.
  • Il Messaggero: Berlusconi torna ad attaccare i pm e richiama il PDL, chi non si adegua è fuori.
  • Il Tempo: Berlusconi attacca i giudici: “Vogliono far cadere il governo”.
  • La Stampa: primo titolo per Dubai e poi, Berlusconi: nuova stoccata ai giudici: vogliono far cadere la maggioranza. Processo Mills, cambia il colleggio giudicante.
  • Sole 24 ore: assente.

Non una parola sulle dichiarazioni gravissime dei pentiti. Quale sarebbe la notizia del giorno? Che la magistratura vuol far cadere il governo? Ma questo lo sappiamo già, ce lo ripete Mr B tutti i giorni da quando è entrato in politica. Che il processo Mills per Mr B dovrà ripartire con un nuovi giudici? Ma lo si sapeva già da mesi! Vedete come i giornali italiani manipolano subdolamente l’informazione? Non è silenzio mafioso questo?

Il processo breve non servirà a niente contro queste accuse. Berlusconi sa di avere le ore contate e per questo batte i pugni sul tavolo sempre più violentemente, alza la voce e richiama tutti all’ordine, affinchè il suo parlamento gli approvi una nuova porcata che lo renda ancora una volta immune. Ma questa volta ci sarà bisogno di una legge costituzionale, probabilmente di un referendum, a meno che il PD non cali i pantaloni e scenda a patti. Ma nel migliore dei casi Berlusconi dovrà comunque aspettare molti mesi, e molto presto potrebbe avere sul tavolo un avviso di garanzia per mafia.

Che dire… proprio una storia italiana…

PS: rassegna stampa delle portate dei principali giornali online

(*) pezzo in italico riportato dal blog di Daniele Martinelli www.danielemartinelli.it

La verità è che Schifani è un eroe!

Posted on November 18, 2009, under Luka.

schifani
Scrive Massimo Giannini su la Repubblica, “In una “normale” democrazia, bipolare e liberale, le parole di Renato Schifani suonerebbero come un’ovvietà. La maggioranza degli eletti è garante del patto programmatico sottoscritto con gli elettori attraverso il voto. Se quella garanzia salta, la parola torna al popolo sovrano. Nell’autocrazia berlusconiana, plebiscitaria e illiberale, questi concetti elementari diventano un’enormità.

Non sono daccordo. La legislatura non appartiene ad una maggioranza, bensì al parlamento! È attraverso il parlamento, espressione della volontà dei cittadini, che il governo viene scelto. In Italia il Presidente del Consiglio non viene votato dal popolo, ma riceve l’incarico dal Presidente della Repubblica che, sentite tutte le forze parlamentari, individua una personalità di spicco all’interno della maggioranza. Nel caso in qui, nel corso della legislatura, una maggioranza viene a mancare, il capo dello stato ha il dovere di convocare nuovamente le forze parlamentari al fine di individuarne una nuova. Se non c’è ovviamente si torna alle urne.

Che vi piaccia o no è così. C’è scritto sulla Costituzione (fatta dai comunisti lo so!) . Il discorso del Presidente del Senato Schifani è eversivo, perchè va fuori quei paletti fissati dalla costituzione.  Anzi, dico di più, è un messaggio di stampo mafioso. Perchè?

Che cosa ha detto Schifani? <<Se viene meno la compattezza della maggioranza il giudice ultimo non può che essere il corpo elettorale. Compito del governo è lavorare per realizzare il programma concordemente definito al momento delle elezioni. Compito dell’opposizione è esercitare il proprio ruolo di critica e di proposta alternativa, in coerenza con il proprio mandato elettorale. Compito della maggioranza è garantire che in Parlamento il programma del governo trovi la compattezza degli eletti per approvarlo. Se questa compattezza viene meno, il risultato è il non rispetto del patto elettorale. Se ciò si verificasse, giudice ultimo non può che essere, attraverso nuove elezioni, il corpo elettorale>>.

Con questa dichiarazione Schifani vuol mandare un messaggio chiaro ai finiani. Schifani dice in perfetto stile mafioso, state attenti Finiani, perchè se continuate su questa linea qui salta tutto e nel prossimo governo Berlusconi IV non avrete più una poltrona dove poggiare il culo.

Questo è il messaggio che si deve leggere dietro le parole del Presidente del Senato. Ci sarebbe poi da obiettare che i cittadini hanno mandato Berlusconi al governo affinchè si facesse carico dei loro problemi, non dei suoi. Il parlamento è da 20 mesi occupato a legiferare per gli interessi esclusivamente privati del suo padrone. Sono mesi che il presidente del consiglio non spende una parola sui problemi dell’Italia.

Da tutto questo si deduce una ovvia realtà, e cioè che il berlusconismo sta calando a picco, trascinando con se anche il paese! Purtroppo lo slogan del PDL alle passate elezioni, Italia Rialzati, è quantomai attuale!