Archive for 'Luka'
Gli ultimi saranno gli ultimi
Posted on December 25, 2009, under Libera Informazione, Luka.
Natale 2009, vi scrivo dall’Italia! Finalmente dopo 8 mesi sono tornato per trascorrere queste feste con la mia famiglia. In questi giorni il mio pensiero è rivolto ai terremotati aquilani, che trascorrono il loro primo natale sotto le tende. Dopo 8 mesi non è stata ancora trovata una sistemazione per tutti, e c’è gente che è costretta ad affrontare il duro inverno aquilano in tenda. Una follia.
Vi lascio con un video che deve far riflettere. A questa gente sono state fatte delle promesse ed aspettano dignitosamente, in silenzio, da 8 mesi, che qualcuno le mantenga. Oggi la politica mi fa sempre più schifo…
Una storia italiana
Posted on November 28, 2009, under Libera Informazione, Luka.
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Vorrei aprire questo post riportando una dichiarazione:
Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento. I magistrati si attengano alle loro funzioni.
No, non è stata fatta dal solito Berlusconi, bensì dal capo dello stato Napolitano. A lui rivolgo due semplici domande: un presidente del consiglio sotto inchiesta per rapporti con la mafia è comunque un presidente legittimato a governare, o forse sarebbe il caso che si dimettesse? Ed ancora, qual è la funzione della magistratura se non quella di indagare e scoprire la verità su una delle pagine più cupe della storia del nostro paese?
Domande legittime che tutti i cittadini ai quali ancora importa qualcosa della giustizia dovrebbero rivolgergli. Un ex presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, ha fatto invece quest’altra dichiarazione:
…questa insofferenza per la magistratura, è come quando un cittadino vedendo il pennacchio del carabiniere si sente venire l’orticaria. Non è colpa del pennacchio, certamente.
Ad ogni modo, due sono le cose, o il presidente Napolitano si è completamente rincoglionito (ed alla sua età è molto probabile) o fa il gioco di Mr B. Ma vediamo che succede…
Questi sono giorni di grande tensione per Mr. B e la sua combriccola di delinquentelli di governo. Vecchi scheletri premono per uscire dall’armadio. Il pentito Gaspare Spatuzza punta il dito contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri quali mandanti occulti delle stragi di mafia dei primi anni 90. La famiglia di Brancaccio (i fratelli Graviano) ha deciso di aggredire pubblicamente coloro i quali, secondo loro, non hanno mantenuto gli impegni presi. Nel loro mirino anche il presidente del Senato Schifani, oggetto di minacce di morte.
Ma quali erano gli impegni presi? La mafia allora cercava nuovi referenti politici, dopo che Psi e Dc erano state spazzate via da tangentopoli, e per far scendere a patti lo stato diede vita alla stagione stragista, prima con gli attentati a Palermo contro i giudici Falcone e Borsellino, poi contro obiettivi del patrimonio artistico, a Roma, Firenze e Milano. Cercavano qualcuno che avrebbe rimesso le cose a posto: i piccioli, il denaro, al sicuro; i «carcerati» o fuori o dentro, ma in condizioni di tenere il filo del loro business; mediocri e distratte politiche della sicurezza; lavoro giudiziario indebolito per legge.
Racconta Gaspare Spatuzza: “Giuseppe Graviano mi ha detto che tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo; le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di quello di Canale 5; poi mi dice che c´è anche un paesano nostro e mi fa il nome di Dell’Utri (…) Giuseppe Graviano afferma: ormai “abbiamo il Paese nelle mani”».
Pietro Romeo, interrogatorio del 30 settembre 2009: «… In quel momento stavamo parlando di armi e di altri argomenti seri. [Fu chiesto a Spatuzza] se il politico dietro le stragi fosse Andreotti o Berlusconi. Spatuzza rispose: Berlusconi. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di far togliere il 41 bis. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo [soltanto degli] esecutori».
Salvatore Grigoli, interrogatorio 5 novembre 2009: «Dalle informazioni datemi (…), le stragi erano fatte per costringere lo Stato a scendere a patti (…) Dell’Utri è il nome da me conosciuto (?), quale contatto politico dei Graviano (…) Quello di Dell’Utri, per me, in quel momento era un nome conosciuto ma neppure particolarmente importante. Quel che è certo è [che me ne parlarono] come [del nostro] contatto politico».
Ecco perché ha paura Berlusconi. Quegli uomini della mafia non conoscono soltanto “la verità” delle stragi (che sarà molto arduo rappresentare in un racconto processuale ben motivato), ma soprattutto le origini oscure della sua avventura imprenditoriale, già emerse e documentate dal processo di primo grado contro Marcello Dell´Utri (condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Di denaro, di piccioli minacciano allora di parlare i Graviano e gli uomini della famiglia di Brancaccio. Dice Spatuzza: “I Graviano sono ricchissimi e il loro patrimonio non è stato intaccato di un centesimo. Hanno investito al Nord e in Sardegna e solo così mi spiego perché durante la latitanza sono stati a Milano e non a Brancaccio. È anomalo, anomalissimo”. Se a Milano ? dice il testimone ? Filippo e Giuseppe si sentivano più protetti che nella loro borgata di Palermo vuol dire che chi li proteggeva a Milano era più potente e affidabile della famiglia.(*)
Tutto questo avviene in un clima surreale, con Berlusconi che ieri parlava di guerra civile. Insomma tutti parlano meno i giornali (tranne i soliti Repubblica e L’Unità), che questa mattina di tutto si occupavano meno che delle dichiarazioni dei pentiti. Riporto le prime pagine dei maggiori quotidiani online:
- Corriere: primo titolo per Dubai che fa crollare le borse, poi Berlusconi:<<Vogliono farmi cadere>> Nuovi giudici per il processo Mills.
- Il Giornale: Sesso e filmati, ricatti alla Mussolini. Mills processo al premier con nuovi giudici.
- Il Messaggero: Berlusconi torna ad attaccare i pm e richiama il PDL, chi non si adegua è fuori.
- Il Tempo: Berlusconi attacca i giudici: “Vogliono far cadere il governo”.
- La Stampa: primo titolo per Dubai e poi, Berlusconi: nuova stoccata ai giudici: vogliono far cadere la maggioranza. Processo Mills, cambia il colleggio giudicante.
- Sole 24 ore: assente.
Non una parola sulle dichiarazioni gravissime dei pentiti. Quale sarebbe la notizia del giorno? Che la magistratura vuol far cadere il governo? Ma questo lo sappiamo già, ce lo ripete Mr B tutti i giorni da quando è entrato in politica. Che il processo Mills per Mr B dovrà ripartire con un nuovi giudici? Ma lo si sapeva già da mesi! Vedete come i giornali italiani manipolano subdolamente l’informazione? Non è silenzio mafioso questo?
Il processo breve non servirà a niente contro queste accuse. Berlusconi sa di avere le ore contate e per questo batte i pugni sul tavolo sempre più violentemente, alza la voce e richiama tutti all’ordine, affinchè il suo parlamento gli approvi una nuova porcata che lo renda ancora una volta immune. Ma questa volta ci sarà bisogno di una legge costituzionale, probabilmente di un referendum, a meno che il PD non cali i pantaloni e scenda a patti. Ma nel migliore dei casi Berlusconi dovrà comunque aspettare molti mesi, e molto presto potrebbe avere sul tavolo un avviso di garanzia per mafia.
Che dire… proprio una storia italiana…
PS: rassegna stampa delle portate dei principali giornali online
(*) pezzo in italico riportato dal blog di Daniele Martinelli www.danielemartinelli.it
La verità è che Schifani è un eroe!

Scrive Massimo Giannini su la Repubblica, “In una “normale” democrazia, bipolare e liberale, le parole di Renato Schifani suonerebbero come un’ovvietà. La maggioranza degli eletti è garante del patto programmatico sottoscritto con gli elettori attraverso il voto. Se quella garanzia salta, la parola torna al popolo sovrano. Nell’autocrazia berlusconiana, plebiscitaria e illiberale, questi concetti elementari diventano un’enormità.”
Non sono daccordo. La legislatura non appartiene ad una maggioranza, bensì al parlamento! È attraverso il parlamento, espressione della volontà dei cittadini, che il governo viene scelto. In Italia il Presidente del Consiglio non viene votato dal popolo, ma riceve l’incarico dal Presidente della Repubblica che, sentite tutte le forze parlamentari, individua una personalità di spicco all’interno della maggioranza. Nel caso in qui, nel corso della legislatura, una maggioranza viene a mancare, il capo dello stato ha il dovere di convocare nuovamente le forze parlamentari al fine di individuarne una nuova. Se non c’è ovviamente si torna alle urne.
Che vi piaccia o no è così. C’è scritto sulla Costituzione (fatta dai comunisti lo so!) . Il discorso del Presidente del Senato Schifani è eversivo, perchè va fuori quei paletti fissati dalla costituzione. Anzi, dico di più, è un messaggio di stampo mafioso. Perchè?
Che cosa ha detto Schifani? <<Se viene meno la compattezza della maggioranza il giudice ultimo non può che essere il corpo elettorale. Compito del governo è lavorare per realizzare il programma concordemente definito al momento delle elezioni. Compito dell’opposizione è esercitare il proprio ruolo di critica e di proposta alternativa, in coerenza con il proprio mandato elettorale. Compito della maggioranza è garantire che in Parlamento il programma del governo trovi la compattezza degli eletti per approvarlo. Se questa compattezza viene meno, il risultato è il non rispetto del patto elettorale. Se ciò si verificasse, giudice ultimo non può che essere, attraverso nuove elezioni, il corpo elettorale>>.
Con questa dichiarazione Schifani vuol mandare un messaggio chiaro ai finiani. Schifani dice in perfetto stile mafioso, state attenti Finiani, perchè se continuate su questa linea qui salta tutto e nel prossimo governo Berlusconi IV non avrete più una poltrona dove poggiare il culo.
Questo è il messaggio che si deve leggere dietro le parole del Presidente del Senato. Ci sarebbe poi da obiettare che i cittadini hanno mandato Berlusconi al governo affinchè si facesse carico dei loro problemi, non dei suoi. Il parlamento è da 20 mesi occupato a legiferare per gli interessi esclusivamente privati del suo padrone. Sono mesi che il presidente del consiglio non spende una parola sui problemi dell’Italia.
Da tutto questo si deduce una ovvia realtà, e cioè che il berlusconismo sta calando a picco, trascinando con se anche il paese! Purtroppo lo slogan del PDL alle passate elezioni, Italia Rialzati, è quantomai attuale!
Catturandi

Oggi vorrei raccontarvi la storia degli uomini della reparto speciale della polizia “Catturandi”, creato appositamente per catturare i boss latitanti più pericolosi di Cosa Nostra. Negli anni questa squadra ha portato all’arresto boss del calibro di Bernardo Provenzano (2006) e Salvatore e Sandro Lo Piccolo (2007), solo per fare 2 nomi.
Nel pomeriggio del 15 novembre è arrivato un altro arresto importante, quello di Domenico Raccuglia, detto U vitirinariu (Il veterinario), considerato il numero due di Cosa Nostra dopo Matteo Messina Denaro. Il Raccuglia era stato condannato a 3 ergastoli per vari omicidi tra i quali, il più efferato, quello di del giovane Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santo Di Matteo, torturato e sciolto nell’acido ad undici anni.
Vorrei parlarvi del sacrificio emblematico di questi ragazzi, perchè oltre ai rischi del mestiere, devono accollarsi anche le spese. Da mesi infatti, sono alle prese con tagli ai loro fondi. Sappiamo che i ragazzi che hanno portato alla cattura di Raccuglia hanno dovuto fare 100 ore di straordinario nell’ultimo mese e, nonostante i complimenti di tutti i politici, gliene verranno riconosciute solo 55, e pagate forse 36.
Inoltre, i fondi per le indagini fuori città sono ormai bloccati da mesi, senza contare gli straordinari decurtati ed i rimborsi per i pasti durante le missioni arrivano dopo mesi e mesi. Nonostante i tagli, le indagini antimafia sono continuate con gli stessi risultati di sempre, grazie a questi straordinari ragazzi che oltre a metterci tanta passione ci mettono anche i soldi.
Questa purtroppo è la realtà italiana. Si predica sicurezza a parole, ma poi si tagliano i fondi alle forze dell’ordine che sono costrette ad arrangiarsi. È qui che lo stato viene sconfitto. Quando non si è in grado di garantire la sicurezza nel quartiere Sanità, perchè non si hanno a disposizione abbastanza volanti per pattugliare le strade, le scene dell’omicidio davanti ad un bar, con il corpo atterra e le famiglie che gli passano sopra indifferenti, diventano normali.
L’altra sera ad Annozero abbiamo ascoltato il disperato appello dei poliziotti di Napoli che lamentavano assoluta mancanza di fondi per combattere la camorra. “…loro hanno gente, mezzi tecnologici avanzati, soldi, noi non possiamo nemmeno stampare il verbale dei cittadini che vengono ad esporre denuncie…noi non abbiamo risorse ne mezzi loro hanno risorse e mezzi, loro hanno un riciclo continuo del personale, noi abbiamo un personale che invecchia anno per anno e non viene mai riciclato“. È il grido disperato di uno dei poliziotti.
Si vuole garantire più sicurezza? Si diano più soldi alle forze dell’ordine! Si vogliono accellerare i processi? Si diano più risorse ai magistrati e si depenalizzino reati inutili. Il resto è tutta demagogia! Le ronde, il reato di clandestinità, clienti e prostitute che negoziano in strada, sono tutto fumo e niente arrosto, misure inutili e pericolose che contribuiscono ad intasare le aule dei tribunali e che si traducono in sperpero di denaro pubblico.
I nostri ministri, che l’altro giorno si complimentavano con gli uomini della Catturandi, farebbero meglio a rispondere su come mai questi ragazzi e ragazze hanno aspettato due anni per vedere in busta paga gli straordinari fatti sulle montagne di Corleone a caccia di Provenzano. E altri due anni hanno atteso gli straordinari dopo l’arresto di Lo Piccolo: “Ma è arrivato soltanto il 50 per cento di quanto dovuto”, denuncia il Siap.
Purtroppo, mentre il paese cola a picco, il governo ed il parlamento sono impegnati a salvare il premier dai suoi processi… la vostra sicurezza può aspettare!
Berlusconi u curtu

Al principio degli anni ‘90 Totò Riina metteva le bombe. Esattamente dopo la conferma in Cassazione delle sentenze del maxiprocesso, nel ‘92, la mafia presentava il conto allo stato. Le bombe continuarono ad esplodere fino a quando qualcuno non pose la firma sul famoso papello.
A distanza di 20 anni la storia si ripete. La stessa strategia usata da Totò Riina nel 92 viene usata oggi da Berlusconi. Questa volta però le bombe non esplodono materialmente ed i magistrati non saltano per aria. Diciamo che la procedura è stata raffinata, ripulita, consentitemi il termine “istituzionalizzata“.
Quando Berlusconi ha problemi con la giustizia minaccia il parlamento in cambio del voto bipartizan per bloccare i suoi processi. È successo l’hanno scorso con il Lodo Alfano, quando Berlusconi minacciò di bloccare 100mila processi pur di bloccarne uno solo, il suo. E così, dopo sole 2 settimane dall’insediamento del nuovo governo, e con l’appoggio bipartizan di quelli del PD e dell’UDC, il parlamento approvò il Lodo Alfano.
Oggi che lo scudo spaziale è caduto, il premier si rivolge di nuovo al parlamento minacciando di mandare al macero 200mila processi con la prescrizione pur di bloccarne uno solo, di nuovo il suo. Ma cosa sta facendo veramente Berlusconi u curtu? Ha convocato per venerdì di questa settimana la sua maggioranza affinchè firmi un documento nel quale si ribadisce totale e incondizionata fiducia al premier sulla questione giustizia, pena il disastro del ritorno alle urne.
In pratica u curtu vuole la garanzia che i suoi processi vadano in prescrizione, a tal scopo il suo avvocato/legislatore Ghedini sta lavorando da diverso tempo su due disegni di legge. Il primo, ripreso da una proposta fatta da quei geniacci della sinistra quando erano al governo, riguarda la prescrizione processuale: in caso di processi per reati con pene non superiori a dieci anni (cioè la quasi totalità dei reati ad eccezione di omicidio, strage, sequestro di persona a scopo di estorsione e alcuni reati di grande traffico di droga), ciascuna fase del processo non potrebbe durare più di due anni (sei in totale) pena la prescrizione.
La seconda proposta prevederebbe il taglio di un quarto dei termini di prescrizione per i procedimenti pendenti relativi a reati di non grave entità commessi prima del 2 maggio 2006 (data in cui entrò in vigore l’indulto).
In pratica, con la scusa che i processi durano troppo, si accorciano i tempi di prescrizione in modo da farli morire ancor prima di arrivare ad una sentenza di primo grado. Si calcola che in Italia la durata media di un processo sia di 7 anni e mezzo. Stabilendo che per legge un processo non possa durare più di 6 anni equivale ad ammazzare la giustizia definitivamente. Invece di accorciare i tempi del processo, aumentando le risorse a disposizione della magistratura, depenalizzando quei reati minori che intasano le aule di giustizia (come ad esempio il reato di immigrazione clandestina appena approvato), lo si ammazza prima.
Una bomba pronta ad esplodere se il parlamento non salva il premier dai suoi processi. Ma perchè Berlusconi ha tanta urgenza, in pratica non pensa ad altro, quando invece sappiamo quasi con assoluta certezza che il processo Mills finirà in prescrizione senza l’aiuto di nessuna nuova legge? Forse perchè u curtu sa che nel frattempo ha continuato a delinquere e che prima o poi lo scopriranno mandando a farsi fottere la prescrizione?
La storia si ripete, il papello di Berlusconi u curtu con le sue richieste giacie nelle mani nello stato, proprio come lo fu il papello di Riina. Sappiamo tutti come andò a finire per Totò, speriamo che la storia si ripeta anche questa volta… I Have A Dream!













