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Gli sciacalli dell’informazione
Posted on April 14, 2009, under Annozero, Libera Informazione, Passaparola.

A 8 giorni dal sisma che ha distrutto l’Aquila è arrivato il momento di fare una profonda riflessione su quel che è successo e sul perchè non è stato fatto niente per avvertire la popolazione sui rischi derivanti dallo sciame sismico. Ci ha provato Santoro durante Annozero della settimana scorsa, ma gli sono piovuti addosso una valanga di insulti e minacce di chiusura da parte dei vertici Rai e di mezza classe politica, i soliti Bondi, Cicchitto, Gasparri, Bocchino e la solita stampa e televisione di regime; addirittura ho sentito una Rita Dalla Chiesa a forum definirsi indignata per la trasmissione di Santoro.
Evidentemente la protezione civile ed il suo responsabile Bertolaso sono santi scesi dal paradiso e non possono essere sottoposti a critiche da parte della libera informazione. Evidentemente non si è voluto capire che le critiche mosse dalla trasmissione Annozero erano rivolte alla macchina organizzativa e non agli ANGELI che da tutta Italia sono scesi all’Aquila in soccorso della popolazione martoriata dal terremoto! Evidentemente ci si è appigliati ad una frase pronunciata in un momento concitato da un cittadino che aveva la figlia sepolta sotto le macerie di una casa distrutta e che diceva, rivolto agli uomini della protezione civile ed ai vigili del fuoco, “questi non fanno un cazzo perchè non possono fare un cazzo“.
Esattamente, non sapevano che cazzo fare, perchè la macchina che doveva coordinare tutti i soccorsi era rotta. Il palazzo del governo, sede della prefettura ed in teoria centro di coordinamento dei soccorsi in caso di emergenza, era crollato e quindi non c’era in quelle prime ore dopo il terremoto un centro operativo in grado di coordinare i soccorsi.
Ancora più singolare il caso dell’ospedale San Salvatore, unico ospedale dell’Aquila innaugurato nemmeno 10 anni fa e crollato come se fosse di carta. E’ assurdo pensare che queste due strutture nevralgiche per la gestione di qualsiasi emergenza, siano venute a mancare nel momento del bisogno. La trasmissione Annozero non ha fatto altro che evidenziare come la protezione civile si sia trovata ad improvvisare in un momento come quello.
Per non parlare poi della casa dello studente, che ha inghiottito sotto le macerie decine di studenti. Eppure numerose erano state le denunce degli studenti che avvertivano dalle evidenti crepe sui muri che qualcosa non andava. Alcuni studenti infatti erano ripartiti già alcuni giorni prima. La paura all’Aquila era molta, i terremoti all’ordine del giorno. Eppure molti appelli sono rimasti inascoltati.
Forse non tutti sapete che la prefettura era stata evacuata dopo le scosse delle 23:30. Ebbene si, è stato ritenuto opportuno evacuare una struttura fatiscente che molto probabilmente sarebbe crollata, e così è stato, in caso di una scossa di maggiore intensità. Perchè allora non hanno avvertito la popolazione? E’ vero, i terremoti non possono essere predetti, ma lo sciame sismico che durava da mesi era un campanello d’allarme che non andava sottovalutato. Potevano almeno impartire istruzioni in caso di evento catastrofico. Potevano dire alla cittadinanza di prepararsi e di tenersi pronti.
Nessuno dice che l’Aquila andava evacuata. Ad Annozero è stato detto semplicemente che la protezione civile, nonostante lo sciame sismico, non ha mai predisposto un piano di emergenza, non ha mai fatto un’esercitazione, non ha mai controllato gli edifici critici dal punto di vista della gestione delle emergenze come l’ospedale e la prefettura. Ha solo provveduto a rassicurare la popolazione. La dove non è arrivata la protezione civile sono arrivati i cittadini che. con un pò di buon senso, dopo la scossa delle 23:30, sono andati a dormire in macchina, o addirittura molti studenti dopo la scossa di magnitudo 4.0 del lunedì prima sono ripartiti. Nello splendido servizio di Ruotolo, è stato evidenziato come, a 4 giorni dal sisma, giovedì, al centro di coordinamento dei soccorsi non ci fosse ancora un coordinatore responsabile.
Allora perchè i trombettieri ed i giullari del governo fanno a gara per demonizzare ed insultare la trasmissione di Santoro? Forse perchè la protezione civile non aveva i soldi per organizzare esercitazioni, piani d’emergenza e quant’altro? Forse perchè negli ultimi anni sono stati effettuati tagli al fondo per la protezione civile, sia dal governo Prodi, sia dall’ultima finanziaria triennale del governo Berlusconi che ha tagliato del 74% il budget, tanto che Bertolaso è arrivato a dare le dimissioni in dicembre (poi ritirate)? Datevi voi la risposta…
Fatto sta che si additano come sciacalli dell’informazione chi veramente dice come stanno le cose, e si beatificano i veri sciacalli, come gli 11 ministri che nei giorni successivi al terremoto si aggiravano tra le macerie dell’Aquila facendosi fotografare dai giornalisti. “Bossi, Calderoli, Zaia, Tremonti, Alfano, il governo in campo per coordinare i soccorsi” titolava il Giornale, come se servisse un Calderoli o un Alfano (autori rispettivamente delle leggi Porcellum e SchifoAlfano) a coordinare i soccorsi.
Squallida è stata la scena di Berlusconi in lacrime che si faceva fotografare davanti alle bare, mentre sciorinava promesse che forse non saranno mai mantenute ai parenti delle vittime, nel giorno dei funerali. Senza senso le promessi di Berlusconi di una città satellite in 24 mesi all’Aquila. Gli aquilani rivogliono la loro città così com’era! Che senso ha costruire una new town se non quello di arricchire la lobby dei palazzinari?
Dopo il terremoto che ha distrutto San Giuliano in Molise nel 2002, Berlusconi fece la stessa promessa ai molisani, e non la mantenne. Dopo sette anni a San Giuliano stanno ancora aspettando l’inizio dei lavori. Eppure non sembrava un’mpresa difficile: nel paese colpito gli abitanti erano soltanto 1.163 e gli edifici poche centinaia. L’Aquila è una città capoluogo di regione, con almeno 25mila sfollati ed migliaia di edifici da ricostuire, praticamente tutto il centro storico e gran parte delle nuove costruzioni, per non parlare poi dei vari paesi come Onna, Paganica, Tempera, Camarda, rasi al suolo e completamente da ricostruire. Come dare credito alle promessi di Berlusconi? Quante promesse fatte e mai mantenute?
Insomma, i veri sciacalli non sono Santoro e Travaglio, bensì la miriade di giornalisti pronti a tutto per strappare un’intervista ai terremotati aquilani, anche a costo di svegliarli e buttarli giù dalle macchine in piena notte (vedi il servizio del tg4 ripreso da striscia la notizia), o per filmare il ritrovamento di un sopravvissuto tra le macerie, ostacolando il lavoro dei soccorritori. I veri sciacalli sono quelli del tg1 che si sono autolodati per gli ascolti record che salivano in proporzione al numero delle vittime. I veri sciacalli sono i politici che si aggirano tra le macerie allo scopo di conquistare qualche voto. Questi sono i veri sciacalli, non chi fa vera e sincera informazione…
INFORMATEVI PER INFORMARE!
Giustizia ad orologeria
Posted on March 24, 2009, under Passaparola.
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E’ di pochi giorni fà la notizia della candidatura da parte dell’Italia dei Valori dell’ex pm Luigi De Magistris alle prossime elezioni europee. Chi si informa liberamente sulla rete e non si lascia disinformare dalla televisione, sa benissimo chi è Luigi De Magistris e per che cosa si batte. A parte questo, la notizia della sua candidatura è apparsa un pò storpiata sui media italiani. Le agenzie, i giornali ed i telegiornali titolavano: Luigi De Magistris indagato, Di Pietro lo candida.
Eppure è successo esattamente il contrario, e cioè la mattina De Magistris e Di Pietro presentano la candidatura, il pomeriggio la procura di Roma lo iscrive nel registro degli indagati. Si fosse trattato di un esponente del Pdl i mezzi di disinformazione di massa avrebbero urlato alla Giustizia ad orologeria, quella tanto inneggiata da Berlusconi ogni qualvolta veniva indagato.
In questo caso però mi verrebbe davvero voglia di gridare al complotto. Perchè non può essere casuale. L’ex pm si occupava di indagini sui politici a Catanzaro. E’ stato prima fatto fuori dalla procura, poi trasferito dal Csm mentre mezza Italia infangava il suo nome. Poi sono stati fatti fuori i pm di Salerno che indagavano su quelli di Catanzaro per aver tolto le indagini a De Magistris. Insomma chiunque provasse a scoperchiare il pentolone è stato fatto fuori. Adesso De Magistris lascia la magistratura per la politica, ed subito inizia l’opera di delegittimazione politica.
Indagato per cosa poi? Per aver difeso il proprio lavoro! Aveva infatti giustamente denunciato alla procura di Salerno i colleghi di Catanzaro che gli avevano tolto le indagini. Da questa denuncia è nata poi la famosa perquisizione, ad opera della procura di Salerno, competente per legge ad indagare su quella di Catanzaro, allo scopo di acquisire i faldoni relativi alle inchieste di De Magistris. Quelli di Salerno volevano vederci chiaro e capire perchè avevano tolto le inchieste al pm napoletano.
Una volta effettuata la perquisizione, la procura di Catanzaro contro denuncia quella di Salerno, senza nessuna competenza per farlo, per abuso di ufficio e interruzione di pubblico servizio. I pm di Salerno sarebbero infatti colpevoli di aver sequestrato i documenti di Why Not per alcuni giorni, allo scopo di fotocopiarli, interrompendo così l’indagine, che peraltro era arenata da mesi.
A questo punto, siccome Catanzaro non è competente ad indagare Salerno, la parola passa a Napoli, che nel frattempo è divenuta incompetente a giudicare Salerno in quanto il Csm vi ha trasferito di Magistris. La palla passa così alla procura competente a giudicare Napoli e cioè Roma, che però è a sua volta incompetente in quanto il Csm vi ha trasferito i pm di Salerno che avevano fatto la perquisizione a Catanzaro.
La catena sembra infinita ma finalmente si riesce a trovare una procura competente, quella di Perugia, che giudica infondata la denucia di Catanzaro nei confronti di Salerno ed archivia il caso.
Pochi giorni fa, dopo aver ufficializzato al sua entrata in politica, De Magistris viene indagato dalla procura di Roma per abuso d’ufficio ed interruzione di pubblico servizio, cioè la fotocopia dell’indagine appena archiviata, in quanto complice dei pm di Salerno che avevano ordinato la perquisizione. Vi rendete conto dell’assurdità di quest’accusa? Eppure sui telegiornali la notizia che è passata è stata che De Magistris viene indagato (non si sa per cosa) e Di Pietro lo candida.
Qualcuno potrebbe dire, “ma come, gli indagati non era meglio non candidarli?”. Attenzione, ci sono indagati ed indagati. Se uno per difendere il proprio lavoro si incatena sulla ferrovia è si un reato, ma certamente non discutibile di uno che prende mazzette.
De Magistris è stato indagato perchè ha difeso i suoi ideali ed il suo lavoro, e per questo, questa volta si possiamo dirlo, la giustizia ad orologeria è scoppiata al momento giusto… complice una magistratura che anticipa la riforma Alfano-Berlusconi della giustizia, che la vuole assoggettata al potere politico! Informatevi per informare!
La macchina del complotto perpetuo
Posted on March 4, 2009, under Passaparola.
Oggi mi ha scritto una ragazza maltese, Corinne, che sta facendo una ricerca per l’università sul giornalismo e sulla libertà di stampa. Vuole informazioni su come Berlusconi manipola l’informazione in Italia. Sapete che televisione vedono i maltesi? Quella italiana. Perchè i maltesi pensano che il nostro Presidente manipoli la tv mentre noi no? Loro vedono esattamente quello che vediamo noi quando accendiamo il televisore tutti i giorni, eppure riescono a distinguere un sistema televisivo imbavagliato da uno libero.
Sono furbi i maltesi e noi siamo degli allocchi? La risposta non è semplice. Verrebbe da dire di si siamo tutti scemi, ma non posso pensare che in Italia ci siano in giro così tanti coglioni da andare contro i propri interessi (Ok ok, Silvio ti pagherò i diritti di copyrigth per quest’ultima frase).
Questo è un regime, ci è permesso dire ma non ci è permesso sapere! Pezzi di libertà ci vengono tolti giorno per giorno e nessuno ci fa caso perchè non c’è nessuno ad alzare la voce! Non voglio vivere in un paese dove non sono libero di SAPERE!
Vi lascio con Marco Travaglio e il suo passaparola…a presto!
Testo:
“Buongiorno a tutti.
Oggi diamo un po’ di notizie che sui giornali avete trovato taroccate, ribaltate o addirittura taciute.
Sono notizie che appartengono tutte a una nuova tendenza del giornalismo italiano, sempre con le dovute e sempre più rare eccezioni, cioè che se un processo va a finire male per un uomo potente non se ne parla o si minimizza, se va a finire bene per l’uomo potente che ne esce in qualche modo allora grande enfasi.
Se ne parla con grande strepitio e strombazzamento; viceversa, i processi ai poveracci possono andare solo in una direzione: male per loro, perché se vanno bene per loro è uno scandalo e immediatamente si insorge contro le scarcerazioni facili, le assoluzioni facili e il buonismo.
Cosa che peraltro accade sempre quando sotto processo c’è un potente: i processi ai potenti si concludono regolarmente con polemiche furibonde sui magistrati, sia che il processo sia finito con un’assoluzione, un’archiviazione o un proscioglimento sia che il processo si concluda con una condanna o un rinvio a giudizio.
Borsellino: omicidio di Stato?
Posted on January 25, 2009, under Passaparola.
Come di consueto pubblico (in ritardo mostruoso) l’intervento settimanale di Marco Travaglio. Buona informazione.
Testo:
“Buongiorno a tutti,
oggi parliamo di un processo scomparso, un processo dimenticato. Anzi, per nulla dimenticato. Proprio perché chi di dovere lo sa che non ne parla. E dopo capirete il perché.
A Palermo, in un’aula della quarta sezione penale del Tribunale, si sta processando l’ex capo dei servizi segreti civili, cioè l’ex capo del SISDE. Che è un prefetto, ma è anche un generale dei Carabinieri e si chiama Mario Mori. Un omino piccolo, un valoroso ufficiale dell’Arma, che ha lavorato con Dalla Chiesa ai tempi del terrorismo, che ha lavorato al R.O.S. – il Reparto Operazioni Speciali dei Carabinieri – ha guidato il R.O.S.
E’ un pluridecorato e plurimedagliato per la cattura di Riina e altri latitanti mafiosi, eppure pare nasconda dei segreti. Pare. Nessuno è in grado di affermarlo con certezza. Il processo è in corso. Ma io ne sarei abbastanza certo in quanto penso che questo sia una delle massime eccellenze investigative che abbiamo avuto in Italia. E che evidentemente nella stagione delle stragi di mafia è stato investito da un qualche potere che non conosciamo – ecco perché dico ‘pare’ che nasconda dei segreti – del compito, dell’ingrato compito, del terribile compito di trattare con la mafia mentre l’Italia veniva messa a ferro e fuoco dalle bombe, in Sicilia nel ’92 e addirittura nel continente, a Milano, Roma e Firenze, nel ’93.
Dieci piccoli indiani
Posted on January 15, 2009, under Libera Informazione, Passaparola.
Prima di passare la parola a Marco Travaglio, voglio scusarmi con i miei lettori per l’assenza di post in questi ultimi giorni. Purtroppo sono impegnatissimo con lo studio, e tra l’altro non ho nemmeno la connessione. Cercherò comunque di tenere aggiornata la pagina. Hasta pronto…
Testo:
“Buongiorno a tutti.
Mi dispiace, ma devo ancora parlarvi del cosiddetto caso Salerno-Catanzaro perché ci sono delle clamorose novità e, visto che sono clamorose, voi non le avete sapute.
Dove altro le potete trovare se non nella rubrica “Passaparola”?
Proprio per questo è nata la nostra rubrica, quindi anche oggi parliamo di una notizia molto importante che è a disposizione delle redazioni dei giornali e delle agenzie da venerdì sera e che non è stata riportata da nessun quotidiano italiano.
Ricorderete l’ultimo episodio, l’ultimo anello di una lunga catena iniziata un anno e mezzo fa con l’esproprio e le avocazioni delle due principali inchieste di Luigi De Magistris.
L’ultimo atto è che, la settimana scorsa, il ministro Alfano – il cosiddetto ministro della Giustizia Alfano – ha sparato fuori i capi di incolpazione contro il procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella, e contro i suoi due sostituti, Gabriella Nuzi e Dionigio Verasani, che hanno il torto di essere titolari dell’indagine nata dalle denunce di De Magistris che ha portato, a metà dicembre, al provvedimento di sequestro e perquisizione per acquisire a Catanzaro le carte dell’inchiesta Why Not, che la procura di Catanzaro non consegnava da mesi e mesi, nonostante le richieste della procura di Salerno.












