Guai Not


Possibile che i potenti possano sempre fare quel cazzo che gli pare? WHY NOT?…cioè si….GUAI NOT! Niente guai! E’ per questo che i poteri occulti non vogliono che si indaghi sui rapporti tra malaffare e politica. E’ per questo che Luigi De Magistris è stato trasferito. Ma su cosa stava indagando questo impertinente magistrato? Leggete leggete…

WHY NOT: L’operazione è denominata “Why Not“, dal nome di una società di lavoro interinale con sede a Lamezia Terme che “presta” lavoratori alla Regione per servizi di gestione banche dati e altri servizi informatici. Proprio una lavoratrice della “Why Not“, che è stata anche oggetto di minacce e intimidazioni, avrebbe dato il via alle indagini di De Magistris, che ha individuato un gruppo di potere trasversale, tenuto insieme da una loggia massonica coperta (la “San Marino“), usata come collante per l’attuazione del disegno criminoso. A questa loggia, una vera e propria lobby sospettata di aver influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche per l’utilizzo di finanziamenti e l’assegnazione di appalti, sarebbe iscritta una parte degli indagati. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di associazione a delinquere, corruzione, violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete, truffa, finanziamento illecito ai partiti. Indagati politici calabresi, funzionari regionali, il capocentro del Sismi di Padova e una funzionaria del Cesis (l’ufficio di coordinamento dei servizi segreti).  Nell’inchiesta della Procura di Catanzaro ha subito una perquisizione anche il generale Paolo Poletti, della Guardia di Finanza, di 51 anni, attuale capo di Stato Maggiore delle Fiamme Gialle. Poletti è accusato di avere fatto parte all’epoca dei fatti in questione (cioé dal 2001 in avanti) di un presunto gruppo di potere che avrebbe gestito affari con truffe basate sull’utilizzo di finanziamenti pubblici, statali e comunitari. Secondo l’accusa sarebbe stato il punto di riferimento dell’ imprenditore calabrese Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, le cui attività rappresentano uno dei filoni principali dell’inchiesta. De Magistris era arrivato ad iscrivere nel registro degli indagati anche l’ex guardasigilli Mastella il quale figura in alcune intercettazioni telefoniche riguardanti colloqui tra lui e l’imprenditore Antonio Saladino. L’inchiesta ruota attorno anche a presunti contatti tra Saladino e l’allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi. E’ qui che iniziano i guai di Demagistris perchè proprio Mastella fa richiesta di trasferimento, del magistrato che sta indagando su di lui e sul presidente del consiglio, al CSM nell’ottobre 2007.

POSEIDONE: È un’indagine lanciata nel maggio 2005 per un presunto uso illecito di denaro pubblico legato agli aiuti comunitari per 200 milioni di euro. Associazione a delinquere finalizzata alla truffa è il reato ipotizzato dalla Procura di Catanzaro nei confronti del generale della guardia di finanza Walter Cretella-Lombardo, consigliere del vicepresidente dell’Unione europea e commissario europeo alla Giustizia, Franco Frattini. La Procura calabrese ha fatto perquisire l’abitazione romana dell’alto ufficiale ed il suo ufficio ad Ostia e sequestrato computer, cd rom e documentazione cartacea. Le perquisizioni sono iniziate in seguito al ritrovamento a casa di uno degli indagati, Giovambattista Papello, ex subcommissario per l’emergenza ambientale della Regione Calabria, di un biglietto da visita dell’ufficiale, con sopra scritto a mano il suo numero del telefono cellulare. A Papello furono trovate, tra l’altro, delle intercettazioni illegali di colloqui telefonici, risalenti al novembre 2004, dell’ex presidente dell’ANAS, Vincenzo Pozzi, con il segretario dei Democratici di Sinistra, Piero Fassino, e con Pietro Folena. Tra il materiale, gli investigatori trovarono anche il biglietto da visita del generale Cretella-Lombardo che comanda la Scuola di polizia tributaria delle Fiamme gialle, che ha sede ad Ostia, ed all’epoca comandava il secondo reparto della guardia di finanza addetto alla collaborazione internazionale e all’interscambio con le polizie di altri paesi. L’inchiesta Poseidon riguarda una serie di presunti illeciti nella gestione dei finanziamenti nella depurazione. Tra gli altri sono indagati il segretario dell’UDC, Lorenzo Cesa, in qualità di socio di una società che avrebbe ricevuto un finanziamento per realizzare nel cosentino uno stabilimento per la produzione di dvd, poi realizzato soltanto in parte e nel quale non sarebbe mai stata avviata la produzione; l’ex presidente della Giunta regionale della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, attuale vicepresidente dell’istituto Garante per la privacy, l’ex assessore regionale all’Ambiente, Domenico Basile, uno degli uomini di punta di Alleanza Nazionale in Calabria. Le indagini condotte dai carabinieri ruotano attorno alla destinazione ed all’utilizzo di duecento milioni di euro ed hanno preso spunto dalla relazione del 2004 della sezione regionale di controllo della Corte dei conti.L’OLAF, l’agenzia antifrode dell’Unione europea, ha contestato un reato di frode comunitaria a Papello, Cesa e Fabio Schettini, già segretario dell’ex ministro di Forza Italia Franco Frattini. L’inchiesta è stata sottratta a De Magistris dal procuratore Mariano Lombardi per presunte irregolarità procedurali.

TOGHE LUCANE: Secondo il giudice un “comitato d’affari” comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata. La guardia di Finanza ha perquisito nei primi mesi del 2007 le abitazioni e gli uffici del sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico (Ds), del procuratore generale di Potenza, Vincenzo Tufano, dell’avvocato Giuseppe Labriola e della dirigente della squadra mobile di Potenza, Luisa Fasano. Le ipotesi di reato addotte da De Magistris sono quelle di abuso d’ufficio per Tufano; corruzione in atti giudiziari e associazione per delinquere per Labriola; abuso d’ufficio per Fasano; abuso d’ufficio, associazione per delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per Bubbico che è stato presidente della Regione Basilicata. Nell’inchiesta sono indagati uomini politici, amministratori, imprenditori, funzionari e magistrati in servizio in Basilicata (fra questi ultimi, uno ha lasciato la magistratura e altri sono già stati trasferiti in altre sedi dal Consiglio Superiore della Magistratura). Bubbico, si legge nel decreto di perquisizione redatto dal pm di Catanzaro De Magistris, è “il punto di riferimento politico apicale, unitamente ad altri appartenenti alla politica”, nel “comitato di affari” al centro dell’inchiesta. L’inchiesta avrebbe messo in luce, sempre a carico di Bubbico – che è stato presidente della Giunta regionale della Basilicata nella passata legislatura – “una logica trasversale negli schieramenti”, con il “collante degli affari”. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura il trasferimento cautelare d’urgenza di De Magistris, per presunte irregolarità nella gestione del caso Toghe lucane.

IL TRASFERIMENTO: il 21 settembre 2007, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al CSM il trasferimento cautelare di De Magistris e del procuratore capo Mariano Lombardi. La richiesta venne proposta a seguito dell’istruttoria condotta dagli ispettori del ministero negli uffici giudiziari di Catanzaro e di Potenza: gli ispettori ritennero di aver rilevato “gravi anomalie” nella gestione del fascicolo “Toghe lucane”, contestando a De Magistris il suo rifiuto a riferire gli sviluppi dell’inchiesta al procuratore capo Lombardi. Il CSM si è dapprima riservato di decidere il 17 dicembre 2007; successivamente ha rinviato la decisione, per approfondire ulteriormente la situazione, al 18 gennaio 2008. In tale data è stato disposto il trasferimento di Luigi De Magistris da Catanzaro e dalle funzioni di pubblico ministero: si tratta di una pena accessoria rispetto alla condanna principale di censura. La notizia è giunta, tra l’altro, il giorno seguente alle dimissioni del ministro Mastella.De Magistris, contemporaneamente, è stato assolto dall’accusa di non aver adottato le misure necessarie per impedire la “fuga di notizie” sull’inchiesta Why Not e da quella di aver avuto “rapporti disinvolti” con la stampa.

In parole povere, De Magistris le inchieste di De Magistris hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Mastella e Prodi. Mastella propone di trasferire De Magistris per incompatibilità ambientali. Il CSM gli da ragione perchè a quel punto pensa che De Magistris si sia fatto nemico Mastella (perchè sta indagando su di lui) e quindi non è più idoneo a giudicare Mastella…

… … … E’ come se io mi vado a scontrare contro un palo e la colpa è del palo non mia che gli sono andato addosso! E’ assurdo, è impensabile, è semplicemente la morte della giustizia!

Per chi volesse approfondire il tema suggerisco di guardarsi le puntate di annozero “A ciascuno il suo” del 4 ottobre 2007 e “A Viso Aperto” del 25 ottobre 2007, entrambi rispettivamente disponibili agli indirizzi:

Fonte: wikipedia!

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