Una storia italiana
Posted on November 28, 2009, under Libera Informazione, Luka.
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Vorrei aprire questo post riportando una dichiarazione:
Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento. I magistrati si attengano alle loro funzioni.
No, non è stata fatta dal solito Berlusconi, bensì dal capo dello stato Napolitano. A lui rivolgo due semplici domande: un presidente del consiglio sotto inchiesta per rapporti con la mafia è comunque un presidente legittimato a governare, o forse sarebbe il caso che si dimettesse? Ed ancora, qual è la funzione della magistratura se non quella di indagare e scoprire la verità su una delle pagine più cupe della storia del nostro paese?
Domande legittime che tutti i cittadini ai quali ancora importa qualcosa della giustizia dovrebbero rivolgergli. Un ex presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, ha fatto invece quest’altra dichiarazione:
…questa insofferenza per la magistratura, è come quando un cittadino vedendo il pennacchio del carabiniere si sente venire l’orticaria. Non è colpa del pennacchio, certamente.
Ad ogni modo, due sono le cose, o il presidente Napolitano si è completamente rincoglionito (ed alla sua età è molto probabile) o fa il gioco di Mr B. Ma vediamo che succede…
Questi sono giorni di grande tensione per Mr. B e la sua combriccola di delinquentelli di governo. Vecchi scheletri premono per uscire dall’armadio. Il pentito Gaspare Spatuzza punta il dito contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri quali mandanti occulti delle stragi di mafia dei primi anni 90. La famiglia di Brancaccio (i fratelli Graviano) ha deciso di aggredire pubblicamente coloro i quali, secondo loro, non hanno mantenuto gli impegni presi. Nel loro mirino anche il presidente del Senato Schifani, oggetto di minacce di morte.
Ma quali erano gli impegni presi? La mafia allora cercava nuovi referenti politici, dopo che Psi e Dc erano state spazzate via da tangentopoli, e per far scendere a patti lo stato diede vita alla stagione stragista, prima con gli attentati a Palermo contro i giudici Falcone e Borsellino, poi contro obiettivi del patrimonio artistico, a Roma, Firenze e Milano. Cercavano qualcuno che avrebbe rimesso le cose a posto: i piccioli, il denaro, al sicuro; i «carcerati» o fuori o dentro, ma in condizioni di tenere il filo del loro business; mediocri e distratte politiche della sicurezza; lavoro giudiziario indebolito per legge.
Racconta Gaspare Spatuzza: “Giuseppe Graviano mi ha detto che tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo; le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di quello di Canale 5; poi mi dice che c´è anche un paesano nostro e mi fa il nome di Dell’Utri (…) Giuseppe Graviano afferma: ormai “abbiamo il Paese nelle mani”».
Pietro Romeo, interrogatorio del 30 settembre 2009: «… In quel momento stavamo parlando di armi e di altri argomenti seri. [Fu chiesto a Spatuzza] se il politico dietro le stragi fosse Andreotti o Berlusconi. Spatuzza rispose: Berlusconi. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di far togliere il 41 bis. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo [soltanto degli] esecutori».
Salvatore Grigoli, interrogatorio 5 novembre 2009: «Dalle informazioni datemi (…), le stragi erano fatte per costringere lo Stato a scendere a patti (…) Dell’Utri è il nome da me conosciuto (?), quale contatto politico dei Graviano (…) Quello di Dell’Utri, per me, in quel momento era un nome conosciuto ma neppure particolarmente importante. Quel che è certo è [che me ne parlarono] come [del nostro] contatto politico».
Ecco perché ha paura Berlusconi. Quegli uomini della mafia non conoscono soltanto “la verità” delle stragi (che sarà molto arduo rappresentare in un racconto processuale ben motivato), ma soprattutto le origini oscure della sua avventura imprenditoriale, già emerse e documentate dal processo di primo grado contro Marcello Dell´Utri (condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Di denaro, di piccioli minacciano allora di parlare i Graviano e gli uomini della famiglia di Brancaccio. Dice Spatuzza: “I Graviano sono ricchissimi e il loro patrimonio non è stato intaccato di un centesimo. Hanno investito al Nord e in Sardegna e solo così mi spiego perché durante la latitanza sono stati a Milano e non a Brancaccio. È anomalo, anomalissimo”. Se a Milano ? dice il testimone ? Filippo e Giuseppe si sentivano più protetti che nella loro borgata di Palermo vuol dire che chi li proteggeva a Milano era più potente e affidabile della famiglia.(*)
Tutto questo avviene in un clima surreale, con Berlusconi che ieri parlava di guerra civile. Insomma tutti parlano meno i giornali (tranne i soliti Repubblica e L’Unità), che questa mattina di tutto si occupavano meno che delle dichiarazioni dei pentiti. Riporto le prime pagine dei maggiori quotidiani online:
- Corriere: primo titolo per Dubai che fa crollare le borse, poi Berlusconi:<<Vogliono farmi cadere>> Nuovi giudici per il processo Mills.
- Il Giornale: Sesso e filmati, ricatti alla Mussolini. Mills processo al premier con nuovi giudici.
- Il Messaggero: Berlusconi torna ad attaccare i pm e richiama il PDL, chi non si adegua è fuori.
- Il Tempo: Berlusconi attacca i giudici: “Vogliono far cadere il governo”.
- La Stampa: primo titolo per Dubai e poi, Berlusconi: nuova stoccata ai giudici: vogliono far cadere la maggioranza. Processo Mills, cambia il colleggio giudicante.
- Sole 24 ore: assente.
Non una parola sulle dichiarazioni gravissime dei pentiti. Quale sarebbe la notizia del giorno? Che la magistratura vuol far cadere il governo? Ma questo lo sappiamo già, ce lo ripete Mr B tutti i giorni da quando è entrato in politica. Che il processo Mills per Mr B dovrà ripartire con un nuovi giudici? Ma lo si sapeva già da mesi! Vedete come i giornali italiani manipolano subdolamente l’informazione? Non è silenzio mafioso questo?
Il processo breve non servirà a niente contro queste accuse. Berlusconi sa di avere le ore contate e per questo batte i pugni sul tavolo sempre più violentemente, alza la voce e richiama tutti all’ordine, affinchè il suo parlamento gli approvi una nuova porcata che lo renda ancora una volta immune. Ma questa volta ci sarà bisogno di una legge costituzionale, probabilmente di un referendum, a meno che il PD non cali i pantaloni e scenda a patti. Ma nel migliore dei casi Berlusconi dovrà comunque aspettare molti mesi, e molto presto potrebbe avere sul tavolo un avviso di garanzia per mafia.
Che dire… proprio una storia italiana…
PS: rassegna stampa delle portate dei principali giornali online
(*) pezzo in italico riportato dal blog di Daniele Martinelli www.danielemartinelli.it
L’ira di Silvio
Posted on October 8, 2009, under Libera Informazione, Luka.
È talmente patetico che farebbe ridere, se non fosse il presidente del consiglio. Ieri, dopo la decisione della consulta, una nota di palazzo Chigi, nella quale si prendeva semplicemente atto della sentenza, faceva ben sperare. Invece è bastato che il nano si avvicinasse ai microfoni dei giornalisti per scatenare un putiferio.
Il ducetto ha ripetuto, furibondo e con le vene del collo ingrossate all’inverosimile, quasi a scoppiare, la solita pappina che ci propina da 15 anni. E cioè che in Italia comandano i comunisti, che i giornali sono in mano ai partiti rossi, che la magistratura rossa si è coalizzata contro di lui e che il presidente Napolitano “sapete bene da che parte sta…”! Un soliloquio concluso in perfetto stile fascista con un “viva l’Italia, viva Berlusconi”. Ridicolo!
Intanto, mentre i due partiti principali dell’opposizione (UDC e PD) si affrettano a dichiarare che il premier ha il diritto/dovere di continuare a governare questo paese nell’interesse degli italiani, la stampa estera tuona “Silvio deve dimettersi, ha gettato vergogna sull’Italia“.
I media internazionali salutano la sentenza della Corte come una prova di indipendenza della magistratura e di difesa della democrazia. Secondo il Times il verdetto dell’Alta Corte potrebbe “portare al collasso del governo” di centro-destra e in ogni caso porterà Berlusconi sul banco degli imputati in una serie di processi “per frode, corruzione ed evasione fiscale“. Ed aggiunge “il danno causato dal premier alla reputazione dell’Italia comincia a vedersi, simboleggiato dal rifiuto di Michelle Obama di accettare il suo abbraccio, e del resto anche il suo indice di popolarità nei sondaggi sta cadendo. Egli ha cercato di vivere al di sopra della legge, ma ora, con i nuovi processi che lo attendono, sarà consumato dalla legge. E’ certamente tempo che Berlusconi smetta di mettere i suoi interessi prima degli interessi della nazione. Dovrebbe dimettersi“.
Come se non bastasse, l’ira di Silvio si è abbattuta sulla povera Rosy Bindi, che si è vista definire “più bella che intelligente” dal premier in diretta telefonica a Porta a Porta. Ormai allo sbando, è come un toro impazzito tra la folla. È un soggetto pericolosissimo che andrebbe fermato subito e, se non fosse per quest’opposizione molliccia, si sarebbe dovuto dimettere 2 secondi dopo la decisione della consulta.
Staremo a vedere, quel che è certo e che ora si riapre il processo Mills, anche se dovrà ripartire da capo e i termini di prescrizione stanno per scadere. Silvio rischia una condanna per corruzione e l’interdizione dai pubblici uffici.
Conoscendolo bene, si scaglierà con tutte le sue forze contro la magistratura. La vendetta sarà tremenda. Utilizzerà ancora una volta il parlamento come scudo contro i suoi processi. C’è da aspettarsi il peggio…
“Silvio deve dimettersi
ha gettato vergogna sull’Italia”
Ed ora…FATTI PROCESSARE BUFFONE
Posted on October 7, 2009, under Libera Informazione, Luka.

Oggi è un gran giorno per l’Italia. Oggi si è dimostrato che puoi avere tutti i soldi del mondo, essere potente quanto un sultano, avere in mano le redini dell’informazione, ma sarai sempre e comunque soggetto alla costituzione e ai suoi principi. Oggi si è ristabilito un concetto fondamentale, che forse era andato dimenticato: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI. E’ scritto a caratteri cubitali nelle aule di tutti i tribunali. Lo dice l’articolo 3 della costituzione, che recita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Lo ha ribadito oggi la Corte Costituzionale, che ha bollato come illeggittimo lo Schifo Alfano, la legge che impediva i processi delle 4 alte cariche dello stato ma che in realtà serviva solo ad uno, Berlusconi, per salvarlo dai suoi processi (Mills, Mediatrade, compravendita senatori). Illeggittimo appunto perchè viola l’art. 3 della costituzione e l’art. 138 sulle modalità di modifiche della costituzione stessa (una legge ordinaria non può modificare un articolo della costituzione).
Le reazioni della maggioranza sono state le più disparate. Berlusconi, che minacciava elezioni anticipate se il lodo fosse stato bocciato, adesso si mostra spavaldo e dice di voler andare avanti. Gasparri afferma che della consulta non ci si può più fidare, perchè ha emesso una sentenza politica (quando mai!). Capezzone parla della solita giustizia ad orologeria (poverino, conosce soltanto quella). Formigoni coglie l’occasione per una bella leccata di culo esprimendo “la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al Presidente Silvio Berlusconi“. Bossi, che poco prima della sentenza, parlava dell’Ira dei popoli che si sarebbe abattuta sulla Consulta se avesso osato giudicare negativamente il lodo, adesso parla addirittura di guerra nel caso in cui il federalismo venga bloccato.
E l’opposizione? Dal PD, Bersani, con toni pacati, si aspetta “che Berlusconi continui a fare il suo mestiere e che si concentri un pò di più sui problemi del Paese“. Casini dice che “naturalmente, il governo che ha preso i voti degli elettori deve continuare a fare il suo lavoro, a occuparsi dei problemi degli italiani, che vengono prima di quelli di Berlusconi“. Certo, naturalmente Berlusconi dovrebbe continuare a governare anche essendo imputato. Questa è la posizione dell’opposizione (o della maggioranza dell’opposizione) rispetto ad una sentenza della Corte Costituzionale che, non solo sbugiarda e declassa il premier da Sultano a cittadino normale, ma che ridimensiona anche il ruolo del presidente della Repubblica che ha firmato una legge incostituzionale senza nemmeno pensarci due volte!
Soltanto l’Italia dei Valori ha chiesto le dimissioni di Berlusconi e le elezioni anticipate. Se questa è l’opposizione italiana Berlusconi può dormire sonni tranquilli, a grande richiesta ha davanti a se altri 4 anni di governo. Nel frattempo… tra una legge vergogna ed uno scudo fiscale… FATTI PROCESSARE BUFFONE!
Lodo Alfano: oggi si decide
Posted on October 6, 2009, under Libera Informazione, Luka.
Questa mattina la corte costituzionale si è riunita per decidere sulla costituzionalità della legge che sospende i processi penali delle alte cariche dello stato. Davanti a una platea di centinaia di giornalisti italiani e stranieri, i giudici della consulta sono chiamati a decidere se 4 cittadini sono più uguali degli altri di fronte alla legge. Nonostante le motivazioni politiche dell’avvocatura dello stato, secondo la quale senza lodo Berlusconi non può governare, il fulcro della questione è proprio l’ugualianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
Purtroppo però le battute preliminari non promettono nulla di buono. La consulta ha giudicato inammissibile l’intervento del procuratore di Milano e del suo sostituto. Il presidente ha spiegato che la costituzione del pubblico ministero “non è prevista espressamente dalla legge” e “non è irragionevole” che la posizione del pm sia “tenuta distinta da quella delle parti”.
In parole povere, la procura che ha sollevato i dubbi di incostituzionalità su questa legge, non può esporre le sue motivazioni. Possono parlare invece (non ho capito bene perchè e in quale veste) 3 difensori di Berlusconi, Ghedini, Pecorella e Longo, oltre all’avvocatura dello stato. 4 interventi tutti a favore del Lodo Alfano.
Questo non lascia ben sperare e personalmente ho un brutto presentimento. Questo pomeriggio si riunirà di nuovo la consulta per annunciare se hanno già preso una decisione o la rinviano a sabato. Incrociamo le dita e speriamo, ancora una volta, nella giustizia. Amen…
Aggiornamento 7 ottobre 2009, 0re 18:06
GIUSTIZIA E’ FATTA, LODO INCOSTITUZIONALE!!!
Aggiornamento 7 ottobre 2009, 0re 16:00
Bossi, ministro della Repubblica, attacca: “se il Lodo sarà bocciato la Lega trasformerà le elezioni regionali in un “referendum sul premier”. E ha aggiunto: “Non credo che la Corte voglia sfidare l’ira dei popoli”. Il tutto mentre la consulta è riunita per decidere sulla legge che permette al suo capo di governare e a lui di stare seduto su una delle tante poltrone di Roma Ladrona…
Aggiornamento 7 ottobre 2009, 0re 11:15
Riporto dal corriere della sera, Franceschini: “In caso di bocciatura temo reazioni poco democratiche”. Ma possibile che quelli del PD non sappiano far altro che offrire assist clamorosi a Berlusconi? Sono 15 anni che tutti i capi della sinistra gli hanno venduto il culo uno dopo l’altro. Far presagire “reazioni poco democratiche” non fa altro che avvalorare la tesi dell’avvocatura dello stato, secondo la quale senza lodo si torna alle urne e succede il cataclisma. Non si fa altro che mettere pressione sulla corte! ESPONENTI DEL PD TAPPATEVI LA BOCCA!
Aggiornamento 7 ottobre 2009, 0re 9:45
I giudici si sono riuniti in camera di consiglio alle ore 9. Vi rimarranno fino alle 13 per poi riprendere alle 15:30. Un calendario cos¡ serrato fa presupporre una decisione gia nella giornata di oggi. Inoltre, alcuni giudici sono attesi giovedì in Portogallo per un incontro con i colleghi portoghesi e spagnoli. Quindi la decisione, si presume, tarderà al massimo domani mattina.
Intanto però trapelano indiscrezioni secondo le quali la corte sarebbe orientata per una bocciatura parziale del lodo, che ne modificherebbe alcuni punti ma non la sostanza.
Secondo il costituzionalista Alessandro Pace, rappresentatnte della Procura di Milano, il Lodo Alfano “viola la Costituzione in 5 punti: violazione del principio di eguaglianza; automatismo generalizzato perchè si applica anche se ha stuprato o ucciso; durata irragionevole del processo; trattamenti diversi tra presidenti e organismi che presiedono; passaggio per legge ordinaria e non costituzionale”.
Fosse per Pace, che non è stato ammesso a parlare di fronte la consulta, il Lodo sarebbe già stato spazzato via… staremo a vedere
Carfagna querela Repubblica
Posted on September 25, 2009, under Libera Informazione, Luka.

Evidentemente oggi le querele sono di moda. Dopo quelle di Berlusconi a Repubblica e L’Unita, ecco quella della ministra Carfagna a Repubblica per aver riportato le frasi della Guzzanti durante il “No Cav Day” del 9 luglio 2008. In quell’occasione la Guzzanti c’era andata giù pesante affermando che ” Non può diventare ministro una che gli ha succhiato l’uccello”, riferendosi ovviamente a Silvio Berlusconi.
Secondo l’avvocato della Carfagna si tratta di “parole talmente offensive della reputazione e della dignità di un personaggio politico con incarico istituzionale”, che “non trovano precedenti nel nostro paese”. Poi, oltre alla lesione politica, con conseguente calo nei sondaggi del ministro, l’avvocato cita Repubblica anche per presunti danni biologici, “In seguito alla lettura degli articoli imputati il Ministro Carfagna registrava anche sofferenze fisiche che portavano la stessa a perdere peso e a soffrire di insonnia e forti emicranie“.
La querela a Repubblica, ad 1 anno di distanza dalle frasi incriminate (semplicemente riportate dal giornale), non può che essere letta nell’ottica di rinforzare la tesi secondo la quale la libertà di stampa in Italia non è in pericolo, anzi, c’è ampia libertà di stampa, anche libertà di diffamare e calunniare. Io la definirei una querela “ad orologeria” o di “supporto”, perchè arriva giusto nel momento in cui il premier peggiore della storia d’Italia affronta una guerra aperta contro i media che non si vogliono conformare.
C’è da chiedersi perchè la Carfagna non abbia querelato anche il Foglio di Giuliano Ferrara, visto che ha pubblicato le stesse frasi riportate da Repubblica… che strano!
PS: colgo l’occasione per dare il benvenuto alla nuova collaboratrice del blog: si chiama Chiara, ha 25 anni ed è di Pescara. Benvenuta e buon lavoro!












