Cosí fan tutti

Posted on January 5, 2009, under Libera Informazione.


Per il PD abruzzese “In Parlamento il Popolo della libertà ha fior fior di pregiudicati ed inquisiti. Prendendone uno a caso, il sottosegretario all’economia Cosentino è accusato da tre pentiti di essere un affiliato alla camorra. E a dimettersi non ci pensa nemmeno. E perchè mai si dovrebbe dimettere il nostro sindaco?”. Forse peró si dimenticano che in parlamento ci sono parecchi inquisiti e condannati anche nelle file del PD.

Prendiamone uno a caso, Massimo D’Alema. s’è salvato per prescrizione del reato (accertato) di finanziamento illecito nel processo a proposito di 20 milioni di lire in nero versatigli nel corso di una cena, negli anni 80, dal boss delle cliniche Francesco Cavallari, legato alla Sacra corona unita; ha poi avuto un’archiviazione a Reggio Emilia per i presunti fondi neri incamerati dal Pci-Pds;  la Procura di Milano sta ancora vagliando la sua posizione nell’ambito delle indagini sulla scalata dell’Unipol alla Bnl di Consorte nell’estate del 2005.

Appena due giorni fa, dal cinema Sant’Andrea di Pescara, dove si riunivano gli stati generali del PD per “beatificare” i 5 anni di giunta D’Alfonso, il sindaco in collegamento telefonico ha precisato: “Ma ditemi voi se è un peccato avere degli amici. Carlo Toto ha battezzato i miei figli, qualche biglietto d’aereo per sponsorizzare alcuni viaggi istituzionali del Comune. E con quale ritorno, un appalto al quale nessuno ha trovato convenienza a partecipare?”.

D’Alfonso evidentemente ci prende per scemi. Sappiamo benissimo che la corruzione non avviene soltanto attraverso mazzette, ma anche attraverso favori personali. Quelli che a ricevuto lui poi non sono favori da niente. E se poi i biglietti d’aereo pagati erano per alcuni viaggi istituzionali del Comune, perchè non se li è fatti pagare dalle casse comunali? E l’autista factotum per tre anni stipendiato dal Toto? È poi evidente che se Toto ha partecipato (e vinto l’appalto dell’ex area di risulta) vuol dire che ha trovato conveniente parteciparvi. Altrimenti sarebbe un vero e proprio eroe che si immola per la causa della sua cittá. È difficile crederlo, anche se è giá un patriota salvatore di Alitalia.

Non basta. Per il popolo del Sant’Andrea forse c’è stata qualche leggerezza nella gestione dell’appalto, nelle assunzioni, nell’uso del personale comunale, però si aggiunge: “La politica è questa, non facciamo gli ipocriti”. Trapela un forte messaggio politico e morale per i cittadini pescaresi:

Siccome cosí fan tutti, non rompeteci le balle per qualche appalto o assunzione clientelare…

Bravi, bell’esempio che date a questo paese. La corruzione e il clientelismo sono il cancro che divora la nostra societá e che ci impedisce di crescere. Ma si sa, cosí fan tutti. Lasciamoli fare? NEMMENO PER SOGNO, rispondo io.

Intanto è di stamattina la notizia del ritiro delle dimissioni del sindaco D’Alfonso. Contestualmente all’ufficio protocollo è stato depositato un certificato medico che attesta il suo impedimento al lavoro per motivi di salute. In questo modo il comando passa al suo  vicesindaco Camillo D’Angelo e si evita il commissariamento del Comune e le elezioni anticipate.  D’Alfonso  torna così libero cittadino, una veste che gli consente di affrontare l’inchiesta della magistratura pescarese senza vincoli di amministratore.

Restano da capire due cose:

  1. Quale malattia abbia il D’Alfonso, visto che ieri stava benissimo;
  2. Quando si tornerá a votare? Si perchè molti dicono nel giugno 2009, altri nel 2010, fatto sta che in questo momento Pescara ha la sua giunta e il suo sindaco, legittimati ad amministrare fino alla del fine mandato, cioè tra 3 anni e mezzo.
  3. Perchè, se D’Alfonso è innocente, non è tornato sulla poltrona di sindaco?

Ve lo spiego brevemente. Nell’ordinanza di scarcerazione il gip conferma in pieno il quadro accusatorio, che anzi ritiene rafforzato dopo gli interrogatori dei vari D’Alfonso e Dezio. Soltanto che ora il sindaco si è dimesso, vengono quindi meno le esigenze di custodia cautelari, quindi big Luciano viene rimesso in libertá. Probabilmente, se avesse ritirato le dimissioni per riprendere il suo posto sulla poltrona di Sindaco, il gip lo avrebbe rimesso agli arresti domiciliari ancora una volta. Ecco il perchè di tutta questa manovra.

La politica è sporca e vigliacca, lo dimostrano gli avvenimenti di queste ultime ore. D’Alfonso è caduto cosí in basso che, il capogruppo del PDL in consiglio comunale Luigi Arbore Mascia ha affermato: “Sono cose che mortificano la democrazia, sono cose che non accadevano neanche in Nicaragua negli anni 70. Con questa decisione si votera’ nel 2010 e non a giugno”.

Per una volta, sono costretto a dargli ragione!

Super Cazzola

Posted on January 4, 2009, under Libera Informazione, Trash.

Hay que tener cara, come dicono gli spagnoli: “ci vuole la faccia tosta”. Leggendo l’intervista di Giuliano Cazzola, parlamentare PDLlino (uno dei primi ad andare a trovare il Del Turco in carcere), sul centro di oggi, si rimane a bocca aperta, per le sue deliranti esternazioni su D’Alfonso, Del Turco e la magistratura.

Secondo il Cazzola, “due sindaci (si riferisce al sindaco di Montesilvano e a quello di Pescara ndr.) e un governatore sono stati condannati dalla magistratura inquirente prima della sentenza della magistratura giudicante” ed inoltre aggiunge, “dopo l’arresto di Del Turco c’è già un nuovo governatore, mentre i magistrati hanno chiesto un supplemento di indagini. E pensare che prima parlavano di prove schiaccianti! La verità è che abbiamo amministratori innocenti, e parlo di Del Turco e D’Alfonso, che per la giustizia devono restare innocenti fino a quando non saranno stati condannati nei tre gradi di giudizio.

Certo, secondo il nostro ordinamento giudiziario, i cittadini sono considerati innocenti fino al terzo grado di giudizio. Questo vale per i comuni mortali, ma amministratori e politici, che hanno a che fare con la cosa pubblica, devono rispondere innanzitutto ai loro elettori. Inoltre, di fronte ad una ipotesi di reato (peraltro grave come quello di corruzione), dove c’è il rischio di reiterazione di reato, il buon senso (e non solo) detta precise linee di condotta. Ve l’immaginate un Del Turco, sulla cui testa pesano 6 milioni di euro di presunte tangenti, od un Cantagallo che avrebbe preso il 5% sugli appalti pubblici, ancora nel pieno delle loro funzioni? E noi dovremmo tenerci questi personaggi? Anda ya…(Ma de che…).

Nel resto del mondo, chi ruba va in carcere. In Italia chi ruba viene promosso. È questo modo di fare che rovina il nostro paese. Prendiamo esempio dalla Spagna, che non è certo il massimo in quanto a legalitá, ma almeno qui se vieni preso a rubare non c’è altro posto che la carcel. Celebre è il caso dell’ex sindaco di Marbella, Julian Muñoz, preso a devastare le finanze della cittá e processato per direttissima. Uscito ora dal carcere, dopo due anni, è in attesa di un altro processo, ma almeno non potrá piú far danni. Qui invece i politici corrotti vengono promossi al parlamento, e se non c’è spazio da noi, li mandiamo in Europa.

Sul caso D’Alfonso, c’è poco da recriminare. Big Luciano avrebbe (il condizionale è d’obbligo) ricevuto favori dall’imprenditore Carlo Toto (uno dei patrioti della CAI), ed un Sindaco non puó permettersi di ricevere favori da nessuno, soprattutto se ci sono in ballo importanti appalti. Come potrebbe, anche volendo, Lucianone dichiararsi assolutamente imparziale? L’ordinanza di scarcerazione del D’Alfonso è chiara. L’impianto accusatorio regge eccome, ed è stato in larga parte confermato dal gip. L’ex Sindaco è stato scarcerato solo perchè si è dimesso, e non c’è il rischio che reiteri i reati per i quali è accusato. C’è scritto a chiare lettere nell’ordinanza di scarcerazione, solo che come sempre stampa e televisioni hanno fornito una visione distorta della realtá. Forse hanno ritenuto che 8 pagine di ordinanza sono poche, o forse troppe chissá.

Eppura il Cazzola afferma “… se fossi in D’Alfonso non mi dimetterei proprio. Il concetto che nessuno è colpevole fino a condanna definitiva non può essere valido a seconda del colore o delle convenienze politiche. In ogni caso al posto di D’Alfonso mi ricandiderei, mi sottoporrei nuovamente al giudizio degli elettori”. Certo, quando si tratta di proteggere la Casta non c’è colore politico che tenga, sono tutti uniti e legati a doppio filo, ognuno pronto a parare il culo all’altro. Si persegue il ladro di polli, mentre il corrotto di turno è libero di delinquere a qualsiasi livello di potere!

Non è finita, il Cazzola tuona ancora “Il Pd in Abruzzo ha fatto lo stesso errore che fece alcuni anni fa in Sicilia, dove il Pd ha sposato gli Sciascia e gli eroi dell’antimafia, ma così si è messo sulla china del partito che rischia di sparire. Questo, perchè Di Pietro attinge i voti dalla base giustizialista e forcaiola del centrosinistra, cosa che ha fatto anche in Abruzzo”.

Per il super Cazzola allearsi con gli eroi antimafia è un errore, mentre sposarsi con condannati per Mafia come Totó Cuffaro è la strada da seguire. Quindi benvengano i vari Del Turco, Cantagallo, D’Alfonso, Salini, Angelini, Quarta, Cesarone e chi piú ne ha piú ne metta! Anzi giá che c’è Cazzola potrebbe mandarci qualcuno dei suoi. Si sa, in Parlamento di inquisiti ce ne sono in abbondanza.