Stefano Cucchi: omicidio di stato
Posted on November 3, 2009, under Luka.
Può un giovane di 31 anni essere arrestato perchè trovato in possesso di pochi grammi di marjuana? E soprattutto può un giovane di 31 anni morire pestato a sangue nelle mani delle forze dell’ordine? La risposta è si, anzi, è tutto così normale che i medici che hanno certificato la morte di Stefano Cucchi parlano di “presunta morte naturale”.
Vedendo le terribili immagini del corpo di Stefano, tutto si può pensare tranne che ad una morte naturale. La domanda è semplice, perchè Stefano è morto sotto custodia cautelare (per 20 grammi di marjuana) in attesa del processo? Perchè il suo corpo è stato martoriato in quel modo? Perchè soprattutto ad i genitori non è stato permesso parlare con i medici del Sandro Pertini?
Dalla relazione del ministro dell’ingiustizia Alfano, si evince che Stefano è morto “in seguito ad una caduta accidentale e al rifiuto di ospedalizzarsi”. Stronzate, non provino nemmeno a pensare che possiamo beverci questa balla! Le immagini sono li a testimoniare che Stefano non può essere morto a causa di una caduta accidentale, bensi di un pestaggio a sangue.
Come afferma Di Pietro, le parole di Alfano sono ” gravi e superficiali, che nel peggiore dei casi possono addirittura rappresentare un tentativo di insabbiare un omicidio”. Il solito Cicchitto lo accusa: “Volgare Sciacallo”.
Un’ultima domanda, perchè per questa morte cos¡ sospetta non si ordina una indagine ministeriale, mentre i giudici che indagano (e condannano) la Fininvest vengono fatti pedinare?
Che strano giudice
Salve a tutti, sono diversi giorni che non aggiorno il blog, un pò per mancanza di tempo, un pò per pigrizia. La verità che sto passando un periodo in cui non smetto di programmare! ARG, al lavoro 7ore e mezza (quando non ne devo fare 10) di seguito, poi a casa ancora a per vari lavoretti che avevo in sospeso. Arrivate le 10 di sera stacco tutto e mi metto ad expare su lineage 2 o a giocare a fifa 10. E così il blog viene abbandonato a se stesso. Purtroppo ho solo un cervello, che spesso va in cortocircuito! Ma va bene così.
Adesso andiamo al tema del giorno, questo strano giudice Raimondo Mesiano, quello della sentenza dei 750milioni di risarcimento che Finivest deve versare al gruppo Cir di De Benedetti per avergli RUBATO la Mondadori comprando la sentenza del giudice Metta, 20 anni fa.
Berlusconi l’aveva anticipato, “ne vedrete delle belle su questo giudice”, disse in un’assemblea del PDL a Benevento, pochi giorni dopo la sentenza. E ieri su Mattino 5, uno dei giullari di corte, tale Brachino, mandava in onda un servizio sul giudice Mesiano, nel quale si faceva seguire il magistrato dalle telecamere mentre si radeva dal barbiere o fumava una sigaretta seduto su una panchina di un giardinio pubblico.
“..alle sue stranezze siamo ormai abituati. Passeggia l’uomo Raimondo Messiano per le strade di Milano, davanti al negozio del suo barbiere di fiducia attende il turno. È impaziente, non riesce a stare fermo, avanti e indietro, si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora, avanti e indietro… si rilassa solamente al momento di barba e capelli. Finisce la sua passeggiata, due sole volte si sofferma, al semaforo (pensate un pò che strano, si ferma al semaforo rosso ndr), l’altra a pochi metri dal passaggio pedonale per accendere una sigaretta (altra cosa stranissima, un fumatore che si accende una sigaretta ndr)”.
Questo è l’incredibile servizio che sono riusciti a mandare in onda su mattina 5! Assurdo, un magistrato che attende il suo turno per farsi radere la barba! Inaudito! Un magistrato che si ferma al semaforo ROSSO, dev’essere per forza un comunista! Ma non è finita… il servizio prosegue…
“…prima di uscire dal nostro campo visivo, ci regala un’altra stranezza, guardatelo seduto su una panchina, camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese, di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare…“.
È proprio strano questo giudice! Va avanti e indietro, fuma, si fa la barba, si siede su una panchina… INDOSSA MOCASSINO BIANCO E CALZINO TURCHESE! No no qui c’è qualcosa che non va.
Canale 5 inizia una campagna mediatica (confezionata su ordine del premier/padrone) per distruggere la credibilità e la dignità di un giudice che ha osato colpire la Fininvest (e Berlusconi) li dove fa più male, il portafogli. Schifo, schifo, schifo! Non potevano cadere più in basso. Questa è l’ennesima dimostrazione che mediaset non è una televisione privata, bensì un organo di lotta politica.
Spazzatura, come direbbe il ministro Scajola, il quale questa volta non si esprime. Anche la triade Bondi-Cicchitto-Gasparri tace. Vergogna!
Spiare un giudice è sputtanarlo (anche se non ha fatto niente) in televisione è lecito, intercettare i delinquenti è un reato… che Italia di merda!
Chi ha rubato la Mondadori?
Posted on October 12, 2009, under Karicola, Libera Informazione.

Oggi vi voglio fare un piccolo riassunto della vicenda Mondadori, perchè il gruppo editoriale ha cambiato la storia d’Italia, nel bene e nel male.
Per lodo Mondadori si intende la vicenda-scontro tra berlusconi Silvio e Carlo de Bendetti legata al possesso della casa editrice Mondadori e tutta la successiva vicenda riguardante il pagamento di tangenti per ottenere un lodo favorevole alla parte del premier.
Negli anni ottanta Berlusconi acquista delle azioni della Mondadori e la suddetta entra nelle mani di tre soggetti:
- la Fininvest di Silvio Berlusconi,
- la CIR (Compagnie Industriali Riunite- una holding italiana ) di Carlo De Benedetti
- e la famiglia Formenton (gli eredi di Arnoldo Mondadori dal quale Berlusconi si era ricomprato le azioni nel 1988).
Inizialmente infastidito dalla possibilità che Silvio amministrasse personalmente la società, De Benedetti, nel novembre 1989, convince Formenton a vendergli le azioni dell’azienda entro il 1991 stipulando un trattato, ma qualche mese dopo (ancora nel 1989) la famiglia Formenton cambia idea e si schiera dalla parte di Berlusconi e quest’ultimo riesce ad insediarsi come presidente nel gennaio 1990. De Benedetti protesta e si arriva ad un accordo –> un lodo arbitrale (con tre arbitri, appunto) deve decidere come stanno le cose e decide che il primo accordo stipulato tra Formenton e De Benedetti è ancora valido, quindi le azioni del secondo (”sottratte” da Silvio) devono tornare alla CIR e Berlusca lascia la presidenza.
Nonostante tutto “Formenton e Berluscon” non demordono e impugnano il lodo davanti alla Corte D’appello di Roma che decide che ad occuparsi del caso sarà la sezione Civile che nel 1991 annulla il verdetto del precedente lodo arbitrale e riconsegna le azioni della Mondadori di nuovo alla Fininvest di Berlusconi. Nel 1995, però, le dichiarazioni di Stefania Ariosto, compagna del deputato di Forza Italia Vittorio Dotti, iniziano a gettare una luce diversa sulla sentenza, che non sembra più tanto “limpida e genuina” . Infatti la donna dichiara che Arnaldo Valente , che aveva presieduto la sezione civile e il giudice relatore Vittorio Metta, sono intimi amici di Cesare Previti (che aveva ricoperto la carica di Ministro della Difesa nel primo governo Berlusconi.) e di aver sentito parlare di “tangenti a giudici romani”. Dopo queste dichiarazioni i giudici di Milano si mettono al lavoro e rintracciano dei movimenti di denaro abbastanza sospetti tra Fininvest e conti esteri degli avvocati Fininvest e da questi al giudice Metta. Previti giustifica quei soldi dicendo che erano relativi a servizi e prestazioni professionali che, in qualità di avvocato di Finivest, egli avrebbe svolto. Il giudice Metta, invece, si difende dicendo di aver ricevuto un’ eredità imponente.
Nel 2001 inizia il processo Davanti ai giudici della quarta sezione del tribunale di Milano. Gli imputati sono Cesare Previti, Attilio Pacifico, Vittorio Metta e Giovanni Acampora. A giugno, i giudici della quinta sezione della Corte d’Appello di Milano hanno ritenuto che nei confronti di Silvio Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice e, grazie alla concessione delle attenuanti generiche, questo reato è stato dichiarato prescritto.
Nel 2002 Il processo Imi-Sir (lungo scontro giudiziario iniziato nel 1982 tra il gruppo chimico Sir della famiglia Rovelli e l’Istituto Mobiliare Italiano) cominciato nel 2000, è riunito con quello sul Lodo Mondadori.
Il 29 aprile 2003 la Corte di Appello di Milano condanna a 13 anni Vittorio Metta, 11 anni Cesare Previti e Attilio Pacifico, 8 anni e 6 mesi Renato Squillante, 6 anni Felice Rovelli, 5 anni e 6 mesi Giovanni Acampora, 4 anni e 6 mesi Primarosa Battistella. Assolto Filippo Verde.
Nel 2005 inizia il processo di secondo grado per i casi Imi-sir e Lodo mondadori. A maggio dello stesso anno viene confermata la condanna di Cesare Previti per la sola vicenda Imi-Sir, assolvendolo per quella Lodo Mondadori. Per la vicenda Lodo Mondadori l’avvocato Giovanni Acampora, Metta, Pacifico e Previti sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”.
Il 18 dicembre 2006 davanti alla terza sezione della Corte d’appello di Milano, comincia il nuovo processo d’appello per il lodo Mondatori e nel 2007 c’è la condanna di Previti, Acampora e Pacifico ad un anno e 6 mesi, Metta a due anni e otto mesi.
Il 3 ottobre 2009, però, la I sezione del Tribunale di Milano ha dichiarato che la Cir ha diritto al risarcimento di 750 milioni da parte di Fininvest per il danno patrimoniale da ‘perdita di chance’ subito nella vicenda per la ‘battaglia di Segrate’. È stato scritto dal giudice Raimondo Mesiano, nelle 140 pagine di motivazioni con cui condanna la holding della famiglia Berlusconi al pagamento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti, che Silvio Berlusconi è corresponsabile della vicenda corruttiva» alla base della sentenza con cui la Mondadori fu assegnata a Fininvest.
Naturalmente Il Pdl ha affermato che questo fa parte di quello che dicevamo prima, il cosiddetto «Disegno eversivo» e Berlusconi si è detto: «Allibito>>, I capigruppo Pdl al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, in una nota affermano:«La tempistica e i contenuti di una sentenza che a 20 anni dai fatti arriva con sospetta puntualità rafforzano l’opinione di quanti, come noi, pensano che vi sia chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volontà democratica del popolo italiano».
karicola
In arrivo un paio di porcate

Innanzitutto lasciatemi ringraziare i lettori del blog per gli ottimi risultati di visite ottenuti in questi giorni. I nostri sforzi per scrivere articoli, nonostante il poco tempo a disposizione, sono stati premiati. Continuate a visitare il blog numerosi! Grazie!
Ed ora veniamo al tema del giorno. Dopo la bocciatura del dolo Alfano il premier è tornato imputato (il suo ruolo naturale direi) e, inaspettatamente, si ritrova con un processo in cui rischia seriamente di essere condannato per corruzione e di conseguenza all’interdizione dai pubblici uffici.
Nonostante tutto Berlusconi si crede al di sopra della legge. Lo ha dimostrato in 15 anni di vita politica e continua a dimostrarlo in questi giorni di rabbia furiosa contro coloro che gli si oppongono. In primis il presidente della Repubblica, poveretto, che gli ha firmato tutte le leggi porcate del suo governo criminale, a cominciare dal dolo Alfano fino allo Scudo-Riciclaggio.
Ma Berlusconi, come se fosse una specie di highlander che non può essere ucciso, non può esssere condannato, perchè nonostante tutto ha sempre a disposizione il parlamento e i suoi avvocati che gli fanno le leggine ad-hoc per far slittare i processi, o diminuire la prescrizione o dilatare all’infinito i tempi del processo.
Questa volta l’avvocato/onorevole Ghedini ha rispolverato una proposta di legge fatta ai tempi del dolo Alfano ma tenuta nel cassetto nell’eventualità che un giorno qualche giudice comunista potesse bocciare l’aborto che avevano appena emanato. Si tratta di una legge fatta apposta per ammazzare il processo Mills. In pratica i giudici di Milano fanno risalire il reato di corruzione al febbraio del 2000, data in cui l’avvocato Mills incassa i 600 mila dollari “regalo” della Finivest per aver chiuso la bocca nel processo per tangenti alla Guardia di Finanza, e non al 1998 quando quei soldi furono versati. Quindi, la prescrizione di 10 anni per questo tipo di reato, scadrebbe nel 2012.
Con la nuova legge porcata che si apprestano ad emanare, il reato sarebbe fatto risalire al 1998 e quindi la prescrizione scatterebbe nel 2008, cioè l’anno scorso, con la conseguente chiusura immediata del processo (che si è riaperto oggi).
Messo a posto il processo Mills rimarrebbe il processo sui diritti tv (Mediatrade) per il quale la prescrizione scade ancora una volta nel 2012. Per questo non rimane nient’altro da fare che allungare all’infinito i tempi processuali. Allo scopo Ghedini ha già scritto da mesi due norme ad hoc: la prima stabilisce che “l’imputato ha diritto, nelle stesse condizioni del pm, di ottenere l’acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore. Il giudice, a pena di nullità, le ammette”. In pratica la difesa potrebbe presentare tutte le prove che vuole, anche se non c’entrano niente, ed il giudice sarebbe costretto ad ammetterle ed ad esaminarle.
Quanto alle toghe si potranno ricusare “anche se esprimono giudizi fuori dall’esercizio della funzione giudiziaria” tanto da compromettere la loro imparzialità. In pratica si potrà ricusare un giudice anche se interviene in un’assemblea dell’Anm ed esprime un parere su una legge.
Il dolo Alfano sospendeva i processi. Queste norme li cancellano direttamente! Forse era meglio farci i cazzi nostri… ma anche no!
Ed ora…FATTI PROCESSARE BUFFONE
Posted on October 7, 2009, under Libera Informazione, Luka.

Oggi è un gran giorno per l’Italia. Oggi si è dimostrato che puoi avere tutti i soldi del mondo, essere potente quanto un sultano, avere in mano le redini dell’informazione, ma sarai sempre e comunque soggetto alla costituzione e ai suoi principi. Oggi si è ristabilito un concetto fondamentale, che forse era andato dimenticato: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI. E’ scritto a caratteri cubitali nelle aule di tutti i tribunali. Lo dice l’articolo 3 della costituzione, che recita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Lo ha ribadito oggi la Corte Costituzionale, che ha bollato come illeggittimo lo Schifo Alfano, la legge che impediva i processi delle 4 alte cariche dello stato ma che in realtà serviva solo ad uno, Berlusconi, per salvarlo dai suoi processi (Mills, Mediatrade, compravendita senatori). Illeggittimo appunto perchè viola l’art. 3 della costituzione e l’art. 138 sulle modalità di modifiche della costituzione stessa (una legge ordinaria non può modificare un articolo della costituzione).
Le reazioni della maggioranza sono state le più disparate. Berlusconi, che minacciava elezioni anticipate se il lodo fosse stato bocciato, adesso si mostra spavaldo e dice di voler andare avanti. Gasparri afferma che della consulta non ci si può più fidare, perchè ha emesso una sentenza politica (quando mai!). Capezzone parla della solita giustizia ad orologeria (poverino, conosce soltanto quella). Formigoni coglie l’occasione per una bella leccata di culo esprimendo “la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al Presidente Silvio Berlusconi“. Bossi, che poco prima della sentenza, parlava dell’Ira dei popoli che si sarebbe abattuta sulla Consulta se avesso osato giudicare negativamente il lodo, adesso parla addirittura di guerra nel caso in cui il federalismo venga bloccato.
E l’opposizione? Dal PD, Bersani, con toni pacati, si aspetta “che Berlusconi continui a fare il suo mestiere e che si concentri un pò di più sui problemi del Paese“. Casini dice che “naturalmente, il governo che ha preso i voti degli elettori deve continuare a fare il suo lavoro, a occuparsi dei problemi degli italiani, che vengono prima di quelli di Berlusconi“. Certo, naturalmente Berlusconi dovrebbe continuare a governare anche essendo imputato. Questa è la posizione dell’opposizione (o della maggioranza dell’opposizione) rispetto ad una sentenza della Corte Costituzionale che, non solo sbugiarda e declassa il premier da Sultano a cittadino normale, ma che ridimensiona anche il ruolo del presidente della Repubblica che ha firmato una legge incostituzionale senza nemmeno pensarci due volte!
Soltanto l’Italia dei Valori ha chiesto le dimissioni di Berlusconi e le elezioni anticipate. Se questa è l’opposizione italiana Berlusconi può dormire sonni tranquilli, a grande richiesta ha davanti a se altri 4 anni di governo. Nel frattempo… tra una legge vergogna ed uno scudo fiscale… FATTI PROCESSARE BUFFONE!












