L’Aquila: una tragedia annunciata

Posted on April 7, 2009, under Libera Informazione.

Non ci sono parole per descrivere una tragedia di queste proporzioni. La foto che ho postato è particolarmente dolorosa per me, perchè quella voragine si è aperta di fianco la mia ex casa. Il mio palazzo è rimasto in piedi, ma quello di fronte è crollato ingoiando le vite di molte persone. Come alcuni di voi sanno, mi sono laureato il 26 marzo presso l’Università dell’Aquila, giusto in tempo mi verrebbe da dire. Ho studiato all’Aquila per molti anni, ho gioito, ho pianto, ho vissuto la città in tutte le sue sfaccettature. Eppure la vita all’Aquila sembra essersi fermata alle 3:32 di quel 6 aprile maledetto. La terra ha tremato talmente forte da radere al suolo interi paesi dell’aquilano, come Onna, Paganica, Castelnuovo, ed abbastanza forte da danneggiare o ridurre a pezzi la maggiorparte degli edifici all’Aquila. Mi piange il cuore vedere l’Aquila ridotta in queste condizioni.

Ho temuto per la vita dei miei amici, Matteo Francesco e Martina, che si trovavano all’Aquila quella notte e che per fortuna sono riusciti a scappare. I miei ex coinquilini, che tutte le domeniche sera tornavano all’Aquila da Avezzano, non erano a casa al momento del sisma. Una fortuna perchè il nostro palazzo ha subito gravi danni.

Finora la conta dei morti è arrivata a 228, ma è destinata purtroppo a crescere. Molti sono i feriti, e tantissimi, quasi la totalità degli abitanti dell’aquila, ha una casa inagibile o addirittura non ce l’ha più. All’Aquila, via XX settembre è un teatro di guerra. La casa dello studente si è accartocciata su se stessa. Molti studenti sono rimasti intrappolati sotto l’edificio, molti sono stati riscattati, ma anche molti ne sono morti! Mi piange il cuore, sembra un bollettino di guerra. Eppure è proprio questa la scena che si è presentata ai soccorritori: la scena di un bombardamento. Nel momento in cui scrivo, una forte scossa di assestamento, di magnitudo 5.5, quasi analoga a quella di domenica notte, ha colpito ancora l’Aquila, aggravando ancora di più la situazione. La terra trema ininterrottamente nell’aquilano, creando uno stato di tensione costante in una popolazione già allo stremo.

Non riesco a togliermi dalla testa l’immagine della palazzina crollata di fronte casa mia, di quella voragine che si è aperta dove abitualmente parcheggiavo la macchina, di quella ragazza bionda estratta grazie al cielo viva dalle macerie, Krina, una ragazza greca che conoscevo. L’Aquila è cambiata in un momento, e con lei la vita di tutti gli aquilani. L’università è finita, almeno per quest’anno. L’appello del rettore Ferdinando Di Iorio è disperato: “Qui e’ una tragedia di dimensioni inenarrabili. C’e’ assoluto bisogno di aiuto da parte delle istituzioni. L’ateneo e’ praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate e non abbiamo un’altra sede dove trasferire i nostri 27.000 studenti“.

Eppure, qualcosa poteva essere fatto per evitare una simile tragedia. Quello di domenica notte non era un terremoto isolato. L’Aquila sta vivendo uno sciame sismico che ha tenuto la città sotto pressione da dicembre 2008. Quasi con cadenza giornaliera, gli aquilani avvertivano le scosse, alcune anche molto forti, come quella di lunedì scorso di magnitudo 4.0. Secondo la comunità scientifica mondiale non è possibile prevedere i terremoti, ma molti si aspettavano un evento di queste proporzioni, a cominciare dal tecnico dei Laboratori del Gran Sasso Giampaolo Giuliani.

Secondo Giuliani, il quale effettua ricerche sul gas Radon grazie all’ausilio di una macchina da lui costruita, è possibile prevedere i terremoti ed in effetti aveva previsto ed avvertito le autorità preposte di  un evento di questa portata localizzato però a Sulmona. Per questo era stato denunciato dalla protezione civile per procurato allarme. Secondo dichiarazioni di giornalisti RAI, raccolte da Claudio Messora sui luoghi del terremoto, Giuliani sarebbe stato intervistato dalla Rai (che poi non ha mandato in onda l’intervista) pochi giorni prima del terremoto, ed avrebbe rivelato di aver previsto una scossa molto potente a breve nell’aquilano.

Ieri sera, intervistato da Vespa a Porta a Porta, Giuliani ha affermato che aveva previsto l’evento della notte prima, ma che però non aveva avvertito nessuno visto la precedente denuncia. I maggiori esperti mondiali ed italiani affermano che non è possibile prevedere i terremoti, ed a loro dobbiamo credere. Il metodo scientifico impone la dimostrazione della tesi, che il signor Giuliani porterà all’attenzione della comunità scientifica.

Certo però che anche gli edifici di recentissima costruzione e quelli di importanza strategica, come l’ospedale o la prefettura, sono crollati o gravemente danneggiati. Questo deve far riflettere, perchè all’Aquila come dapertutto si costruisce ignorando le leggi antisismiche che pure sono in vigore da molti anni. Il presidente del consiglio, nella visita di ieri e di oggi nelle aree terremotate, ci è venuto a parlare dell’importanza strategica in questo momento del suo piano casa. Certo, immaginatevi se tutti i proprietari delle case danneggiate avessero aumentato la cubatura di un 20-30% cosa sarebbe potuto succedere all’Aquila.

Intanto, mentre si scava tra le macerie e si da assistenza alle migliaia di sfollati, le offerte di aiuti umanitari arrivano da tutto il mondo. Il nostro beneamato presidente si è affrettato a ribadire che l’Italia non ha bisogno di nessun aiuto e che anzi siamo autosufficienti e perfettamente in grado di far fronte all’emergenza da soli. Certo, potrà anche essere vero (ne dubito), ma un aiuto in più non può far male. L’Italia è stata sempre un paese generoso quando si trattava di aiutare altri paesi vittime di calamità naturali ed ora gli altri paesi vogliono sdebitarsi.

Purtroppo Berlusconi è l’uomo sbagliato nel momento sbagliato. Spero di sbagliarmi, spero che la sue parole di conforto non rimangono vuote.

Solidarietà per le vittime del terremoto, per tutti gli sfollati che si trovano a passare la notte al freddo, per coloro che hanno perso tutto, per gli studenti che hanno perso l’università.

PS: per gli aiuti:

1€ PER AIUTARE L’AQUILA…SMS AL N° 48580

Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it

http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2009/04/06/terremoto-in-abruzzo-solidarieta-e-aiuti/

Non credete a gente della protezione civile in strada che vi avverte in anticipo dei terremoti. Sono bufale, per creare panico nella popolazione, o nel peggiore nei casi per farvi uscire di casa e poi derubarvi. Sono sciacalli! NON ABBOCCATE, RIPETO NON ABBOCCATE!

Informazione di regime

Posted on December 30, 2008, under Libera Informazione.

È un momento particolarmente duro per la nostra economia. Si conclude un anno molto difficile, se ne apre un altro terribile. La crisi economica, la corruzione dilagante, le mani di Berlusconi sulla giustizia,  a livello internazionale, una guerra senza fine in Palestina, ed un G8 blindato alla Maddalena con alTappone presidente di turno.

All’inizio del mese in Grecia è successo qualcosa di molto grave.  Sabato 6 dicembre un poliziotto spara sulla folla durante una manifestazione e uccide uno studente di 15 anni, Alexis, nel quartiere ateniese di Exarchia, frequentato da anarchici e no-global. Migliaia di persone scendono in piazza ad Atene lanciando bombe molotov contro la polizia, incendiando auto e cassonetti e saccheggiando i negozi. La protesta si estende a Salonicco, Patrasso, Ioannina, e nelle isole turistiche di Creta e Corfù. Il ministro dell’Interno, Prokopis Pavlopoulos, offre le dimissioni, respinte dal primo ministro Costas Karamanlis.

La morte di Alexis è stata la goccia che fa fatto traboccare il vaso. La Grecia è sull’orlo della bancarotta. Anche loro, come noi, non arrivano alla fine del mese, ed anche loro hanno un governo corrotto di destra. La gente è disperata e non ne puó piú. Sulle televisioni italiane pochissimo spazio alle notizie provenienti dalla Grecia, e per lo piú censurate! Per la nostra informazione si è trattato dei soliti disobbedienti che hanno messo a ferro e fuoco le strade della Grecia. Sotto c’è ben altro, e ce lo testimonia attraverso una lettera, il mio amico greco Nikos, che vive e lavora a Salonicco. Non vi nascondo che leggendo la lettera di Nikos mi è sembrato che stesse dipingendo l’Italia, invece che il suo paese.

Allora caro amico Luka senti tutta la veritá da un Greco non di sinistra ma nemmeno di destra. Senti la veritá da un abitante europeo che vive con mille euro ed è fortunato perche la maggioranza vive con 600 o meno. Almeno io sono fortunato.

È successo tutto perche un 15enne è stato ucciso da un polizia. Quello era la fiamma nella dinamite.  La vita senza motivo, senza futuro, studiando tanto per e poi fare una vita di merda… Questa è la ragione.Qua in Grecia si vive con la speranza di svegliarsi in un modo migliore ma il governo di Karamanlis di destra( fascisti del cazzo pure loro) non fanno un cazzo per la gioventú. Stipendi di merda. Diritti zero. Non puoi scrivere. Non puoi parlare. Non puoi protestare che se lo fai diventi anarchico. Non puoi dire la tua che gli sbirri ti ammazzano. Un anno fa hanno quasi ammazzato di botte un ragazzo cipriota-greco che sempicemente caminava vicino alle proteste. E ai polizioti…Zero. Continuano a lavorare. Caro amico Luka, qua fa schifo. Non lavora bene nessuno. Tutti stanno a lamentarsi ma il governo continua ad ammazzare. Ieri il ragazzo Cipriota. Oggi il 15enne  Alexis che nessuno parla in tv.Ne qua, ne da voi. Ma non è solo questo. Scandali economici del governo. La Grecia, insieme con l’Italia sta negli ultimi posti della TRANSPARECY.ORG. Cioè corroti fino in fondo come se fosse in Uganda di Africa.

Ti dico la veritá che nn mi va di parlare di questo paese di merda. Il governo nn  ci lascia respirare. Ti posso dire 3000 cose su tutto, ma semplicemente ti mando questi filmati.

Se avessi le forze, lascerei per sempre l’europa. Meglio in Africa che qua. Non ci lasciano vivere.

Quel che sta succedendo in Grecia potrebbe succedere molto presto anche da noi, per questo i politici hanno bisogno di drogarci di ottimismo. L’informazione ha il bavaglio da tempo, ed ora vogliono tappare la bocca anche alla rete!

La Grecia è piú vicina di quanto possiate pensare… INFORMATI PER INFORMARE!