Ancora una volta, a Pescara VIETATO DISSENTIRE
Posted on November 6, 2009, under Luka.
In Italia i politici non possono andare in giro liberamente. Devono essere scortati da plotoni di carabinieri e polizia in assetto antisommossa perchè la gente è incazzata. Lo dimostrano i video presenti in rete. La rete non mente bensì vede, registra e riporta. Come il video che posto oggi, quello della manifestazione delle Agende Rosse di Pescara contro la partecipazione del senatore pdl Maurizio Gasparri al premio Paolo Borsellino.
I ragazzi si erano radunati sotto il palazzo della Provincia di Pescara, sede del premio Borsellino, per rivolgere al senatore 10 domande a proposito dei rapporti tra la mafia e lo stato. Purtroppo però non sono stati fatti entrare, perchè ospiti scomodi (brutti sporchi comunisti!!!). Ancora una volta, a Pescara è vietato dissentire! Questo è un fatto gravissimo, che andrebbe denunciato con fermezza. Ma a chi? Agli stessi carabinieri che bloccavano l’entrata adducendo come scusa “motivi di ordine pubblico” (la sala era piena?).
Alla fine un paio di manifestanti sono riusciti ad entrare e ad avvicinare Gasparri per consegnargli le dieci domande, nonostante il tentativo di un poliziotto in borghese (lo stesso che fermò me e Fabrizio durante il comizio di Berlusconi a Pescara il 6 dicembre 2008) di strappare il foglio della manifestante.
Il Gasparri dichiarava “Grazie ma non le leggerò, Salvatore era disistimato da suo fratello lei è giovane e non lo sa”. Peccato, mi sarebbe piaciuto sapere cosa ne pensa il senatore a proposito di Mangano. Anche per lui è un eroe?
A parte la stupidità già nota di Gasparri, il video è emblematico testimone di un malessere profondo dei cittadini, sbaffeggiati e derisi, privati dei loro diritti costituzionali e presi per i fondelli (a volte anche manganellati) dallo stato.
Per fortuna c’è ancora gente che riesce ad indignarsi e ad alzare la voce! Grandi persone!
Ripropongo i video fatti in occasione dei comizi di Berlusconi a Pescara, nel dicembre dell’anno scorso, nel quale fummo trattati dalla polizia alla stregua di terroristi…
Ricordare Paolo Borsellino
Posted on July 19, 2009, under Libera Informazione.

Sono morti per noi e abbiamo un grosso debito verso di loro. Questo debito dobbiamo pagarlo giosamente, continuando la loro opera, rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne, anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro, facendo il nostro dovere. La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere, nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltando una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specilamente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della continuità e quindi della complicità. Ricordo la felicità di Falcone, quando in un breve periodo di entusiasmo egli mi disse: “La gente fa il tifo per noi”. E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l’appoggio morale della popolazione dava al lavoro del giudice. Significava qualcosa di più, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze…
Queste parole furono pronunciate dal giudice Paolo Borsellino il 25 giugno 1992, nella biblioteca pubblica di Palermo, a poco meno di un mese della sua morte, davanti alla commozione di una platea che commemorava la strage di Capaci, in cui, un mese esatto prima, morivano il giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della sua scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro.
Queste parole furono pronunciate da Borsellino con la consapevolezza che la sua condanna a morte era stata firmata e che il tritolo per la sua autobomba era già arrivato a Palermo. Dopo la morte di Falcone, Paolo Borsellino sapeva benissimo che anche a lui sarebbe toccata la stessa tragica sorte del suo amico, eppure continuò a lavorare più intensamente e coraggiosamente di prima, nell’intento di scoprire i mandanti della strage di Capaci.
Come Giovanni, Paolo non aveva paura di morire, perchè pensava che chi ha paura muore ogni giorno, mentre chi non la ha muore solo una volta.
Come Giovanni, anche Paolo fu lasciato solo dallo stato che doveva proteggerlo. A 17 anni dalla sua morte, la storia si ripete, e nel giorno della commemorazione della strage di via D’Amelio, lo stato è assente. Nessuna istituzione, ne il Presidente del Consiglio, ne i Presidenti di camera e senato, ne il presidente della Repubblica, ha avuto il coraggio di presentarsi nel luogo della strage per rendere omaggio ad un eroe della storia italiana.
L’esempio di coraggio, dedizione e lealtà ai valori della repubblica di questi Eroi moderni, devono animarci a portare avanti i loro ideali e la loro lotta contro la mafia. In un paese devastato dalle leggi vergogna, che hanno ucciso e violentato la giustizia, dall’immoralità e dalla corruzione dilagante che sta cancellando il futuro dei giovani che sono costretti ad emigrare per costruire la propria felicità, abbiamo il dovere di ricordare questi grandi uomini che hanno dato il sangue per gli ideali in cui credevano.
Il discorso pronunciato da Borsellino il 25 giugno del 92 è quanto mai attuale. Dobbiamo ricordare, informarci e informare la gente sulle malefatte di un governo indegno di questo nome. Lo dobbiamo a loro… Oggi ricordiamo il sacrificio di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rocco Chinnici, il Generale Della Chiesa e tutti coloro che hanno perso la vita in nome di uno Stato che oramai non esiste più, o che forse non è mai esistito…
Grazie Paolo, questo blog non ti dimenticherà mai…
Io so, Antonio Di Pietro e Piazza Farnese
Posted on January 28, 2009, under Libera Informazione.
La porcata delle intercettazioni sta per passare! L’informazione convenzionale come sempre sta facendo la sua parte. Il paese è allo sbando, migliaia di persone hanno già perso il posto di lavoro, molti lo perderanno nel prossimo futuro, l’inflazione ci sta divorando, così come il debito pubblico, ed il nostro parlamento è impegnato nella “riforma della giustizia”, per sfasciarla definitivamente.
Stiamo scoppiando….STIAMO SCOPPIANDO!
Domani ci sarà la manifestazione di Piazza Farnese. Domani al telegiornale non sentirete di migliaia di persone accorse in difesa della costituzione, bensì di gruppi sparsi di facinorosi che offendono le alte cariche dello stato. Ci metto già la firma guardate….
INFORMATEVI PER INFORMARE!
“Io so.
Io so che Tangentopoli non è mai finita, che la corruzione politica è più forte oggi di allora,
io so che molte televisioni e giornali sono uno strumento di propaganda permanente delle forze che si richiamano a Silvio Berlusconi,
io so che Rete 4 è abusiva, io so che Mangano era un mafioso,
io so che Mangano ha vissuto ospite per lungo tempo a casa Berlusconi,
io so che in Parlamento ci sono fior di pregiudicati che non dovrebbero rappresentare gli italiani,
io so che la crisi economica e i milioni di disoccupati e precari sono figli della corruzione, del pizzo, della criminalità organizzata, del malaffare, del connubio tra mafie e politica,
io so che il Lodo Alfano è incostituzionale, io so che nessun cittadino può essere più uguale di altri di fronte alla legge,
io so che Luigi De Magistris è stato discriminato per impedirgli di concludere le sue inchieste, com’è successo a me e com’è succede ogni giorno a tanti magistrati che vogliono fare il loro dovere,
io so che una intera Procura, quella di Salerno, è stata azzerata per impedire che le inchieste di Luigi De Magistris fossero riaperte,
io so che le intercettazioni non sono il problema, ma lo sono coloro che commettono i reati,
io so che chi non ha niente da nascondere non ha paura di essere intercettato,
io so che Berlusconi ha cercato di comprare un senatore e far cadere il Governo Prodi aiutando delle aspiranti attrici,
io so che in un altro Paese questo si chiama corruzione politica,
io so che un Presidente del Consiglio sta usando il suo ruolo e i nostri soldi per fare campagna elettorale in Sardegna invece di occuparsi dei gravi problemi dell’economia,
io so che l’Alitalia è fallita,
io so che miliardi di euro di debiti dell’Alitalia sono stati scaricati sugli italiani,
io so che i piccoli risparmiatori che hanno comprato le azioni e le obbligazioni Alitalia hanno carta straccia in mano,
io so che il senatore a vita Giulio Andreotti è stato prescritto per i suoi rapporti con la mafia e non assolto,
io so che deve essere l’informazione a controllare la politica e non la politica a controllare l’informazione,
io so che il Paese ha bisogno di scrollarsi in modo definitivo questa camicia di forza di criminalità mafiosa e politica corrotta e entrare in una nuova era prima che sia troppo tardi,
io so che il parlamentare deve essere eletto dal popolo e non dai segretari di partito,
io so che Corrado Carnevale non dovrebbe avere più alcun ruolo istituzionale,
io so che la commissione antimafia non funziona perché i partiti non vogliono farla funzionare,
io so che i cittadini italiani vogliono giustizia e non soldati per le strade,
io so che l’Italia è la portaerei mondiale per l’importazione della droga.
Io so che bisogna ripartire onorando la memoria di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Giorgio Ambrosoli, Rosario Livatino, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Carlo Alberto Dalla Chiesa e tanti altri che hanno onorato il Paese sacrificando la propria vita, non come chi è andato in giro a fare il latitante.
Io so che il 28 gennaio sarò presente a Piazza Farnese dalle ore 9:00 alle 14:00 per partecipare alla manifestazione a sostegno della Giustizia.
Questo io so. Sapiamolo insieme.” Antonio Di Pietro
Borsellino: omicidio di Stato?
Posted on January 25, 2009, under Passaparola.
Come di consueto pubblico (in ritardo mostruoso) l’intervento settimanale di Marco Travaglio. Buona informazione.
Testo:
“Buongiorno a tutti,
oggi parliamo di un processo scomparso, un processo dimenticato. Anzi, per nulla dimenticato. Proprio perché chi di dovere lo sa che non ne parla. E dopo capirete il perché.
A Palermo, in un’aula della quarta sezione penale del Tribunale, si sta processando l’ex capo dei servizi segreti civili, cioè l’ex capo del SISDE. Che è un prefetto, ma è anche un generale dei Carabinieri e si chiama Mario Mori. Un omino piccolo, un valoroso ufficiale dell’Arma, che ha lavorato con Dalla Chiesa ai tempi del terrorismo, che ha lavorato al R.O.S. – il Reparto Operazioni Speciali dei Carabinieri – ha guidato il R.O.S.
E’ un pluridecorato e plurimedagliato per la cattura di Riina e altri latitanti mafiosi, eppure pare nasconda dei segreti. Pare. Nessuno è in grado di affermarlo con certezza. Il processo è in corso. Ma io ne sarei abbastanza certo in quanto penso che questo sia una delle massime eccellenze investigative che abbiamo avuto in Italia. E che evidentemente nella stagione delle stragi di mafia è stato investito da un qualche potere che non conosciamo – ecco perché dico ‘pare’ che nasconda dei segreti – del compito, dell’ingrato compito, del terribile compito di trattare con la mafia mentre l’Italia veniva messa a ferro e fuoco dalle bombe, in Sicilia nel ’92 e addirittura nel continente, a Milano, Roma e Firenze, nel ’93.












