Democrazia: la resa dei conti
Posted on September 28, 2009, under Libera Informazione, Luka.

La sera del 15 settembre 2009 Berlusconi aveva orchestrato tutto nei minimi dettagli per la sua apparizione a Porta a Porta. Una diretta di 3 ore, senza contradditorio, nella quale si era appropriato di un merito non suo, cioè la consegna delle prime case provvisorie per gli sfollati aquilani (donate in realtà dalla provincia di Trento). Lo spostamento di interi palinsesti, compreso quello di mediaset (Matrix e Ballarò dovevano debuttare quel giorno ma sono stati spostati), il tutto, in prima serata, per ottenere il massimo dell’audience.
Ed invece è stato un flop clamoroso.Un misero 5% di share, battuto persino dall’ennesima replica di Ghost su canale 5. Una caduta di audience come non si vedeva ta tempo in Rai. La conseguente perdita di pubblicità si calcolava in un milione di euro. Ma si sapeva già, quando “faccia di bronzo” va in televisione gli italiani si addormentano.
Quando invece è andata in onda, la settimana scorsa, la puntata di Annozero, intitolata FARABUTTI (dalla celebre frase rivolta da testa d’asfalto ai giornalisti), è stata un successone di ascolti! Oltre il 23% di share, battendo di gran lunga la concorrenza mediaset. A dimostrazione che agli italiani piace la trasmissione. Per la prima volta da quando è scoppiato il caso puttanopoli, gli italiani hanno potuto ascoltare la escort Patrizia D’Addario raccontare dei suoi incontri a palazzo Grazioli con il presidente. Hanno potuto sapere che un poco di buono come Tarantini (accusato di sfruttamento della prostituzione, traffico di cocaina e corruzione) organizzava cene piene di ragazze compiacenti nelle residenze del premier, allo scopo di entrare nelle sue grazie ed ottenere favori. Hanno finalmente potuto vedere il video dell’imbarazzante conferenza stampa con il premier spagnolo Zapatero, in cui Berlusconi rispondeva, blaterando menzogne assurde e sputando maschilismo sulla prima fila di ministre spagnole, ad una domanda di un giornalista de El Pais. Infine hanno finalmente sentito parlare di crisi, con il collegamento in diretta con una multinazionale high-tech che ha deciso di ristrutturare licenziando tutti i suoi ingegneri senza pagargli il tfr (la buona uscita), in barba alle leggi italiane. Personalmente ho visto la trasmissione, ed anche se sono di parte devo dire che i toni da “infamia” sono stati sfiorati solo quando è stata data la parola ai vari Belpietro e Bocchino.
Tutto questo ovviamente non piace al governo. Era noto da tempo, a dimostrarlo le enormi difficoltà che Santoro e la sua troupe hanno dovuto superare per andare in onda gioved¡ scorso. Ma ciò che è successo questo fine settimana ha dell’incredibile. Il ministro Scajola, delle attività produttive, ha lanciato un attacco durissimo contro la trasmissione, definendola “spazzatura”, e annunciando l’apertura di una istruttoria ai sensi dell’articolo 39 del contratto di servizio, che prevede per il ministero l’obbligo di curare la corretta attuazione del contratto stesso, affinchè trasmissioni come Annozero non possano più andare in onda. FALSO!
Le dichiarazioni del ministro sono profondamente eversive perchè pretendono di istituzionalizzare il controllo del governo sulla televisione. In realtà il governo non ha alcun potere di istruttoria su singoli programmi della Rai. Questo potere spetta alla Vigilanza Rai, non a caso tradizionalmente presieduta da un membro dell’opposizione proprio per garantire l’indipendenza della tv pubblica dal potere esecutivo. È assolutamente impensabile in qualsiasi altro paese che il governo rivendichi la concessione del nullaosta per un programma di informazione della televisione pubblica. Poteva succedere solo nell’italietta berlusconiana.
Ad essere a rischio non è solo Annozero, ma il principio stesso di democrazia. Se chi governa non è capace di accettare le critiche dell’altra metà degli italiani, ed usa il suo potere per tappargli la bocca, allora dalla democrazia si passa al regime. La censura non è compatibile con la democrazia… lo sapevano persino nell’antica Grecia!
Gli sciacalli dell’informazione
Posted on April 14, 2009, under Annozero, Libera Informazione, Passaparola.

A 8 giorni dal sisma che ha distrutto l’Aquila è arrivato il momento di fare una profonda riflessione su quel che è successo e sul perchè non è stato fatto niente per avvertire la popolazione sui rischi derivanti dallo sciame sismico. Ci ha provato Santoro durante Annozero della settimana scorsa, ma gli sono piovuti addosso una valanga di insulti e minacce di chiusura da parte dei vertici Rai e di mezza classe politica, i soliti Bondi, Cicchitto, Gasparri, Bocchino e la solita stampa e televisione di regime; addirittura ho sentito una Rita Dalla Chiesa a forum definirsi indignata per la trasmissione di Santoro.
Evidentemente la protezione civile ed il suo responsabile Bertolaso sono santi scesi dal paradiso e non possono essere sottoposti a critiche da parte della libera informazione. Evidentemente non si è voluto capire che le critiche mosse dalla trasmissione Annozero erano rivolte alla macchina organizzativa e non agli ANGELI che da tutta Italia sono scesi all’Aquila in soccorso della popolazione martoriata dal terremoto! Evidentemente ci si è appigliati ad una frase pronunciata in un momento concitato da un cittadino che aveva la figlia sepolta sotto le macerie di una casa distrutta e che diceva, rivolto agli uomini della protezione civile ed ai vigili del fuoco, “questi non fanno un cazzo perchè non possono fare un cazzo“.
Esattamente, non sapevano che cazzo fare, perchè la macchina che doveva coordinare tutti i soccorsi era rotta. Il palazzo del governo, sede della prefettura ed in teoria centro di coordinamento dei soccorsi in caso di emergenza, era crollato e quindi non c’era in quelle prime ore dopo il terremoto un centro operativo in grado di coordinare i soccorsi.
Ancora più singolare il caso dell’ospedale San Salvatore, unico ospedale dell’Aquila innaugurato nemmeno 10 anni fa e crollato come se fosse di carta. E’ assurdo pensare che queste due strutture nevralgiche per la gestione di qualsiasi emergenza, siano venute a mancare nel momento del bisogno. La trasmissione Annozero non ha fatto altro che evidenziare come la protezione civile si sia trovata ad improvvisare in un momento come quello.
Per non parlare poi della casa dello studente, che ha inghiottito sotto le macerie decine di studenti. Eppure numerose erano state le denunce degli studenti che avvertivano dalle evidenti crepe sui muri che qualcosa non andava. Alcuni studenti infatti erano ripartiti già alcuni giorni prima. La paura all’Aquila era molta, i terremoti all’ordine del giorno. Eppure molti appelli sono rimasti inascoltati.
Forse non tutti sapete che la prefettura era stata evacuata dopo le scosse delle 23:30. Ebbene si, è stato ritenuto opportuno evacuare una struttura fatiscente che molto probabilmente sarebbe crollata, e così è stato, in caso di una scossa di maggiore intensità. Perchè allora non hanno avvertito la popolazione? E’ vero, i terremoti non possono essere predetti, ma lo sciame sismico che durava da mesi era un campanello d’allarme che non andava sottovalutato. Potevano almeno impartire istruzioni in caso di evento catastrofico. Potevano dire alla cittadinanza di prepararsi e di tenersi pronti.
Nessuno dice che l’Aquila andava evacuata. Ad Annozero è stato detto semplicemente che la protezione civile, nonostante lo sciame sismico, non ha mai predisposto un piano di emergenza, non ha mai fatto un’esercitazione, non ha mai controllato gli edifici critici dal punto di vista della gestione delle emergenze come l’ospedale e la prefettura. Ha solo provveduto a rassicurare la popolazione. La dove non è arrivata la protezione civile sono arrivati i cittadini che. con un pò di buon senso, dopo la scossa delle 23:30, sono andati a dormire in macchina, o addirittura molti studenti dopo la scossa di magnitudo 4.0 del lunedì prima sono ripartiti. Nello splendido servizio di Ruotolo, è stato evidenziato come, a 4 giorni dal sisma, giovedì, al centro di coordinamento dei soccorsi non ci fosse ancora un coordinatore responsabile.
Allora perchè i trombettieri ed i giullari del governo fanno a gara per demonizzare ed insultare la trasmissione di Santoro? Forse perchè la protezione civile non aveva i soldi per organizzare esercitazioni, piani d’emergenza e quant’altro? Forse perchè negli ultimi anni sono stati effettuati tagli al fondo per la protezione civile, sia dal governo Prodi, sia dall’ultima finanziaria triennale del governo Berlusconi che ha tagliato del 74% il budget, tanto che Bertolaso è arrivato a dare le dimissioni in dicembre (poi ritirate)? Datevi voi la risposta…
Fatto sta che si additano come sciacalli dell’informazione chi veramente dice come stanno le cose, e si beatificano i veri sciacalli, come gli 11 ministri che nei giorni successivi al terremoto si aggiravano tra le macerie dell’Aquila facendosi fotografare dai giornalisti. “Bossi, Calderoli, Zaia, Tremonti, Alfano, il governo in campo per coordinare i soccorsi” titolava il Giornale, come se servisse un Calderoli o un Alfano (autori rispettivamente delle leggi Porcellum e SchifoAlfano) a coordinare i soccorsi.
Squallida è stata la scena di Berlusconi in lacrime che si faceva fotografare davanti alle bare, mentre sciorinava promesse che forse non saranno mai mantenute ai parenti delle vittime, nel giorno dei funerali. Senza senso le promessi di Berlusconi di una città satellite in 24 mesi all’Aquila. Gli aquilani rivogliono la loro città così com’era! Che senso ha costruire una new town se non quello di arricchire la lobby dei palazzinari?
Dopo il terremoto che ha distrutto San Giuliano in Molise nel 2002, Berlusconi fece la stessa promessa ai molisani, e non la mantenne. Dopo sette anni a San Giuliano stanno ancora aspettando l’inizio dei lavori. Eppure non sembrava un’mpresa difficile: nel paese colpito gli abitanti erano soltanto 1.163 e gli edifici poche centinaia. L’Aquila è una città capoluogo di regione, con almeno 25mila sfollati ed migliaia di edifici da ricostuire, praticamente tutto il centro storico e gran parte delle nuove costruzioni, per non parlare poi dei vari paesi come Onna, Paganica, Tempera, Camarda, rasi al suolo e completamente da ricostruire. Come dare credito alle promessi di Berlusconi? Quante promesse fatte e mai mantenute?
Insomma, i veri sciacalli non sono Santoro e Travaglio, bensì la miriade di giornalisti pronti a tutto per strappare un’intervista ai terremotati aquilani, anche a costo di svegliarli e buttarli giù dalle macchine in piena notte (vedi il servizio del tg4 ripreso da striscia la notizia), o per filmare il ritrovamento di un sopravvissuto tra le macerie, ostacolando il lavoro dei soccorritori. I veri sciacalli sono quelli del tg1 che si sono autolodati per gli ascolti record che salivano in proporzione al numero delle vittime. I veri sciacalli sono i politici che si aggirano tra le macerie allo scopo di conquistare qualche voto. Questi sono i veri sciacalli, non chi fa vera e sincera informazione…
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